Il calcio nel Paese degli Schettino

Voltiamo pagina considerando tre aspetti cruciali: il governo del pallone nazionale, la scuola allenatori di Coverciano e l’influenza dei procuratori nella scelta dei calciatori da parte dei commissari tecnici

La nave va a picco, il capitano e il presidente scappano.  È appena finita la gara in cui sono emerse incongruenze e pochezza della “nave azzurra” e subito Prandelli e Abete si affrettano a scaricare tutte le loro responsabilità anche se formalmente ammettono il loro fallimento. Prandelli parla del fallimento del “progetto Balotelli”. I tifosi si chiedono: si può  impostare un progetto calcistico su un singolo giocatore?  Si può mai caricare di tanta responsabilità un giovane bravo, ma ancora tanto immaturo come Balo?  Chi è responsabile di questa debacle? Tanti sono gli interrogativi, mentre le risposte vere sono pochissime.

Caressa e Bergomi commentando la gara Russia–Algeria dalle antenne Sky, parlavano di calcio vecchio da cambiare, di un mondo chiuso in se stesso riluttante ai cambiamenti, invocando l’uso delle bombolette di schiuma bianca anche nel campionato italiano da parte degli arbitri. Sono d’accordo con il duo storico che ci ha fatto godere con “il cielo è azzurro sopra Berlino”, ma i cambiamenti sarebbero ben altri se l’analisi toccasse tasti come:  il governo del nostro calcio, la scuola allenatori di Coverciano e l’influenza dei procuratori nella scelta dei calciatori da parte del commissario tecnico.

Il governo del calcio

Dal 2006 al 2014 possiamo vantare un secondo posto agli Europei 2012 e un terzo posto alla Confederations Cup. Poco per un movimento calcistico importante come quello italiano. Abete in quelle affrettate e allucinanti dimissioni dopo la sconfitta con gli uruguaiani ci ha informati di una grave mancanza di sostegno da parte degli organismi sportivi, mentre Prandelli stizzito si scagliava contro qualcuno che l’avrebbe accusato di rubare i soldi mentre lui le tasse le paga, meno male. Presidente Abete, lei è stato rieletto circa due anni fa con il 90 e passa % dei voti, dobbiamo dedurre che chi  ha creduto in lei le ha girato le spalle?  Questo è l’ambiente che avete creato? Se questo è vero, potevano mai arrivare risultati di spessore? Mi dica allora, Balotelli è più colpevole di tutti voi? Le consiglio una lettura veloce  del prologo dei Canterbury Tales nel quale un bravo parroco di campagna alla domanda “perché la chiesa è corrotta e parte del clero si arricchisce in modo così vergognoso, mentre lei rimane perennemente povero?  risponde con serenità: “perché se l’oro arrugginisce che ne sarà mai del ferro?”.  Nel nostro caso il ferro ha mostrato la ruggine…. E l’oro?

La scuola allenatori

Dopo l’uscita di scena della Russia di don Fabio Capello e quella di Alberto Zaccheroni alla guida del Giappone, l’Italia non ha nessun rappresentante della scuola allenatori di Coverciano nel tabellone che conta del mondiale brasiliano. Inizialmente erano tre. Dobbiamo pensare che anche la nostra gloriosa scuola allenatori fondata con tanto amore dal marchese Ridolfi nella splendida Coverciano debba rivedere i suoi programmi insieme a metodologie e  approcci didattici dei suoi docenti?

Procuratori

È un tasto molto delicato, quindi lo tiro in ballo per sentito dire. Da qualche parte si dice che alcuni procuratori privilegiati riescono da qualche decennio a  inserire loro calciatori nei 23 da portare ai mondiali con la compiacenza, ovviamente, dei vari commissari tecnici che si sono succeduti sulla panca azzurra.

La morte di Ciro Esposito è il vero dramma su cui meditare. Delle dimissioni di Abete e Prandelli parleremo un’altra volta a patto che questo calcio non generi più ulteriori sacrifici di vite umane.

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