Lacrosse, il gol va “steccato”

Chi temeva la mancanza di novità ai Mondiali Antirazzisti di Castelfranco Emilia - dal 2 al 6 luglio - è servito: la domenica conclusiva entra in gioco uno sport caro agli indiani d’America, un tempo giocato da formazioni di oltre mille protagonisti ciascuna

Dal 2 al 6 luglio vanno in scena presso il Parco di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia (Modena) i Mondiali Antirazzisti, evento che festeggia, non senza qualche apprensione, la sua 18.a edizione. Una maggiore età agguantata per un soffio perché l’anno scorso la continuità stava per venir meno, causa la crisi e la mancanza di risorse. Superato di slancio il momento di difficoltà, ora si preannuncia un’edizione di tutto respiro, densa di  entusiasmo grazie all’apporto dei 400 volontari che dei Mondiali Antirazzisti sono l’autentico motore, gli artefici principali.

I Mondiali Antirazzisti sono nati nel 1997 da “Progetto Ultrà” , un’iniziativa di UISP Emilia Romagna in collaborazione con Istoreco (Istituto Storico per la Resistenza) di Reggio Emilia: l’idea era semplice e convincente: organizzare una vera e propria festa che vedesse il coinvolgimento diretto e la contaminazione fra realtà considerate normalmente contrastanti e contraddittorie, quella dei gruppi ultrà, spesso etichettati come razzisti, e quella delle comunità di immigrati.

L’edizione d’esordio dei Mondiali Antirazzisti (1997) annotava 8 squadre di calcio, un ottantina di persone in rappresentanza di 4 nazioni. Dieci anni dopo (2007) le squadre di calcio scese in campo erano la bellezza di 204, cui andavano aggiunte le 32 di basket e le 16 di pallavolo per un totale di oltre 8.000 partecipanti attivi. Per la prima volta il 45% delle squadre era multietnico e multiculturale. Lo scorso anno i Mondiali Antirazzisti hanno visto la partecipazione di 90 squadre di calcio, 24 di basket, 20 di pallavolo, 6 di touch rugby, 3 di cricket e per la prima volta un torneo di tchoukball. Hanno fatto registrare settemila spettatori al giorno, di cui 300 bambini ospitati nei centri estivi.

Quest’anno nel programma, che vi invitiamo a consultare per intero su www.mondialiantirazzisti.org, compare anche una nuova disciplina, il Lacrosse, che domenica 6 luglio allieterà chi interverrà a Bosco Albergati dalle 10.00 alle 15.00, con partite dimostrative, organizzate da Bologna Sharks in collaborazione con la Federazione Italiana Lacrosse. Il clima, come segnalano gli organizzatori, sarà “più gioviale che competitivo”.

Il Lacrosse è uno sport praticato dalle tribù dei Nativi Americani che vivevano nella zona dei Grandi Laghi. Per loro, il ‘Baggataway‘ (antico nome del Lacrosse) andava ben oltre la pratica sportiva, costituiva anche un rituale religioso tanto che era utile a risolvere persino i conflitti tra tribù, in sostituzione di guerre fratricide. La leggenda narra di squadre composte da più di mille giocatori, di campi da gioco lunghi quasi quindici miglia e di partite lunghe giorni interi. Il Lacrosse fa talmente parte della cultura dei Nativi Americani, che è loro concesso di giocare i tornei internazionali con una loro rappresentativa, la Nazionale Irochese. In Italia il Lacrosse è arrivato da pochi anni ed è poco noto, mentre in molti Paesi è uno sport consolidato, tanto da annotare squadre professionistiche in varie realtà: Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Australia e Giappone.

Le regole “moderne” prevedono un incontro tra due squadre su un campo all’aperto, con 10 giocatori nella versione maschile e 12 giocatrici nella femminile. Ogni squadra si compone di: 1 portiere, 3 difensori, 3 mediani nel maschile/5 per il femminile e 3 attaccanti. L’obiettivo consiste nel fare entrare la palla, utilizzando una stecca con una rete, nella porta avversaria, alta e larga 180 cm. Vince la squadra che segna più gol negli 80 minuti di gioco, suddivisi in 4 tempi. Per sottrarre la palla agli avversari è consentito il contatto fisico contro il busto di chiunque si trovi a meno di 2 metri dalla pallina. È altresì consentito l’uso della stecca contro quella del giocatore che ha il controllo del gioco.

Le iscrizioni via mail a teams@mondialiantirazzisti.org oppure direttamente all’Infopoint durante i Mondiali, potete iscrivervi come squadra e anche come singoli (indicateci se avete già giocato o meno).

 

Gianni Poli 

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