Il Carpegna, la palestra di Pantani

Nizzolo non ce la fa, Bouhanni è più veloce di lui, a dispetto dei 23 anni sembra un veterano dello sprint. Domani arrivo in salita dopo aver percorso le strade del Pirata, attesa la prima scossa al Giro

Il nostro Giacomo Nizzolo, velocista senza timori, gioca d’anticipo e di spavalderia ma il francese che d’inverno si diverte anche sul ring, Marcel Bouhanni, ha ancor meno timori di lui e sferra l’uppercut (metaforico) negli ultimi 30 metri, forzando il varco alle transenne. Venti centimetri abbondanti dividono al termine i due contendenti. Per Bouhanni è il secondo successo dopo quello di Bari, se possibile ancor più nitido. L’uscita di scena di Marcel Kittel ha reso il 23enne franco-algerino un gigante, mentre in Irlanda il tedesco lo apparentava a un nano.

A Foligno, sesta tappa, si è vista la tigna della maglia rosa Matthews che, in attesa di perderla – succederà domani, lo sa lui per primo – ha tentato di dire la sua in volata. Quarta, niente male, la maglia rosa, ma solo quarta. Sprinter da rivedere Matthews, visto che vince in salita, con pendenze relative, e non sul piano. Un velocista anomalo, sin qui. L’australiano era il meglio messo ai cento metri, ma nello scatto con i migliori si è dovuto arrendere ai suoi limiti attuali. Altri sono andati fuori giri meglio di lui.

Domani a Montecopiolo, nel Montefeltro, il Giro forse vivrà le sue fasi agonistiche, magari regalando le prime emozioni. A meno che l’idea di accorciare la fatica non si impadronisca anche dei papabili per la vittoria finale, che dovrebbero cominciare a sgomitare (metafora) secondo convenienza. La settimana conclusiva del Giro, il vero spauracchio, è ancora lontana. L’augurio è che Quintana, ad esempio, non sia soltanto un numero di gara.

Quella di domani è una delle tappe che evoca Marco Pantani, perché di mezzo c’è il Carpegna, una salita che il Pirata poteva percorrere a occhi chiusi, tanto ne conosceva anche le rughe. Curioso ma vero, Pantani a volte non andava a verificare le salite mai affrontate in precedenza dicendo che il Carpegna gli aveva già insegnato tutto. Era la sua palestra, il luogo ciclisticamente più caro, dove tutto, a partire dai dialetti che incrociava lungo la strada, in bicicletta, gli andava a genio. Domani il Cippo di Carpegna è a 36 chilometri dal traguardo, Montecopiolo è un comune “sparso”, diviso in sei frazioni (al Giro si chiamano tappe). Vinca il migliore tra quelli che hanno voglia di esserlo.

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