Ulissi è tornato sui suoi passi

A Montecopiolo vittoria a sorpresa del toscano, un finisseur come non se ne annotavano da tempo. Resiste sulla salita più arcigna, il Carpegna, poi gioca tutti nell’estremo finale che vede Evans finalmente in rosa. Ma se gli riesce la tiene solo per un giorno

Diego Ulissi, toscano di poche parole, riflessivo e ironico (“sono abbastanza incredulo”) vince in quota a Montecopiolo la prima tappa che screma le ambizioni di taluni corridori e bissa il successo di Viggiano. Due vittorie in otto tappe, niente male per uno che non dovrebbe essere della compagnia quando la strada impenna. Ulissi tiene duro sul Carpegna e nell’estremo finale di un’ascesa insidiosa ma non terribile castiga Kiserlovski, saltandolo ai 120 metri. Primo e solo. La maglia rosa va sulle spalle di Cadel Evans, ora indeciso se tenerla o disfarsene, a favore di qualcuno che non possa impensierirlo. Potrebbe cederla già domani, consentendo una fuga da lontano, senza logorare la squadra.

L’ottava tappa ha visto, per la prima volta, emergere dal torpore il colombiano Nairo Quintana, 24 anni, secondo al Tour 2013 e gran favorito di tutti, sempre che la squadra lo assecondi un po’ di più. Già senza compagni sul Carpegna, Quintana ha chiuso come sa, quarto all’arrivo, brillantissimo negli ultimi due chilometri. Lo attendiamo in un’azione delle sue, invogliato dalle pendenze.

Già domani l’arrivo in salita a Sestola, territorio in cui Alberto Tomba (altro sport, a scendere) si è costruito campione, potrebbe venir buono. Da verificare le condizioni fisiche di Domenico Pozzovivo, un regolarista, e di Fabio Aru, un estemporaneo, entrambi oggi con i migliori. Ci auguriamo che soprattutto il giovane talento sardo, nostra unica speranza di piazzamento degno a Trieste, possa digerire le fatiche odierne. Aru è arrivato “al gancio”, come si usa dire, potrebbe pagare domani anche se il finale non è così arcigno. Di certo l’uscita di classifica di Scarponi, dolorante e giunto con un pesante distacco, lo pone come capitano unico dell’Astana, da domani tutta per lui.

In corsa, tenete a mente, ci sono ancora Hesjedal, uno già visto vincere, Rigoberto Uran, uno che ha fame. Persino Ivan Basso, se dovesse riemergere il fondista che era in lui. Tenete presente che l’ultima settimana riserva ostacoli quali Gavia, Stelvio, Montecampione, Oropa, lo Zoncolan quasi in chiusura. Le cronometro possono infliggere distacchi misurabili, le salite sono mine vaganti sulle quali è facile saltare.

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