Nel segno di Wouter Weylandt

In occasione della Cicloturistica Reggio Emilia-Rapallo, nel terzo anniversario della tragedia del giovane belga, i genitori Nele ed Eric hanno rivolto un messaggio che esorta i giovani a fare sport

Mentre il Giro viveva i suoi appuntamenti irlandesi, sabato 10 maggio (ricorrenza della vittoria di tappa di Wouter Weylandt a Middelburg, durante il Giro 2010) si è svolta la seconda Cicloturistica Reggio Emilia-Rapallo, lungo le strade della terza tappa del Giro 2011 in cui il giovane corridore belga perse la vita. Era il 9 maggio, l’inimmaginabile si consumò in località Isola di Borgonovo (Mezzanego), lungo la discesa del Passo del Bocco. La Cicloturistica Reggio Emilia-Rapallo ha visto 120 partenti al via, tutti con il numero 108 di gara, quello di Weyland, sul manubrio. Promotrice e organizzatrice dell’evento la gloriosa società Geo Davidson di Rapallo, d’intesa con il Panathlon International, i Club di Tigullio-Chiavari, Rapallo e Reggio Emilia, e il patrocinio dei Comuni di Rapallo, Mezzanego e Reggio Emilia.

Particolarmente toccante è il momento di raccoglimento presso la stele realizzata dall’artista Luigi Santini di Zoagli, dove è stato letto il breve saluto inviato da Nele e Eric, i genitori di Wouter. Eccone il testo:

“Nonostante quanto accaduto a nostro figlio Wouter 3 anni fa, continuiamo a credere che lo sport sia importante nelle nostre vite stressate.

Lo sport è il luogo in cui noi facciamo amicizia, entriamo in contatto con la società e permette ai nostri figli di sognare. Wouter è sempre stato consapevole che gli atleti elite hanno una funzione d’esempio, specialmente nei confronti della gioventù.

Aiutate i vostri bambini, ma rispettate i loro limiti, lasciate che si divertano attraverso lo sport ed essi saranno persone migliori e più socievoli.

Per concludere, vogliamo ringraziare ogni persona che si è impegnata affinché questo Wouter Weylandt special day possa continuare.

Speriamo vi siate divertiti e di vedervi tutti l’anno prossimo. Sempre con noi” 

 

 

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