Simone Ragusi (pt.4)

In esclusiva per Sportivamente Mag, Simone ogni settimana ci racconta qualche avventura da emigrante del rugby al di qua del Severn

Simone Ragusi, classe 1992, è cresciuto rugbisticamente nell’Asr Milano. Dall’estate scorsa è in forza all’Accademia degli Ospreys ma ha giocato la Principate Premiership gallese con lo storico club del Bridgend, presieduto dal leggendario Jpr Williams, estremo della Golden era anni Settanta.

Che sfiga, il menisco!

Ero in allenamento con la Serenissima, una selezione che avrebbe dovuto giocare contro la nazionale Esordienti. Cambio di passo, buco, e sento una fitta al ginocchio. Continuo e finisco l’allenamento. La mattina dopo mi sveglio e ho una zampogna al posto del ginocchio! Io pensavo che con una lesione del menisco si cadesse a terra, morti! Invece, tutto è venuto fuori con una risonanza. Ora mi devono operare affinché sia pronto per il ritiro, dato che la convalescenza durerà un mesetto, non di più.

Cazzo che delusione, pensavo di arrivare super in forma ai nuovi appuntamenti e invece devo ragionare di un muscolo che cala, di un recupero, di fisioterapia…

Purtroppo non posso parlarvi di mercato come vorrei, il mio procuratore altrimenti mi tira le orecchie. Diciamo che per fine giugno dovrei firmare un contratto, dato che un apertura italiana che può giocare centro fa gola a tante squadre di alto livello. Secondo me chi mi compra fa un affare: ho una voglia di giocare e di competere ad alto livello che non avete idea.

Mi chiedono tutti se preferisco giocare apertura o centro. Diciamo che il primo ruolo – sei il regista della squadra – è una figata totale. Poi io adoro usare il piede. Però anche da 12, bello ignorante nonostante il metro e 77, non mi dispiace affatto. È un ruolo in cui si placca di brutto e a me piace una cifra placcare…

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