È fatta, il calcio processa in diretta

Caro direttore,

è stata una strana giornata di campionato. La Juventus è caduta dopo ventidue partite utili, il Milan ha festeggiato come meglio non avrebbe potuto le trecento presenze di Kakà, il Napoli ha fatto delirare De Laurentiis (“Se avessi i soldi della Juventus vincerei dieci scudetti a fila”), ma la curiosità più eccitante viene da Reggio Emilia, dove per la prima volta si è celebrato il “processo in diretta“.

Che cosa è successo? Che a un certo punto tale Sansone, del Sassuolo, è entrato nell’area della Roma, si è scontrato con Benatia ed è finito per terra. “Alzati”, gli ha detto l’arbitro Rizzoli “non è successo niente”. Non ha fatto in tempo a finire la frase che nell’auricolare ha sentito un urlo “rigore!”. Era il suo guardalinee, tale Peruzzo, a dirgli che Sansone era stato atterrato con un fallo.

A questo punto Rizzoli si è fermato e ha indicato il dischetto. Però non era convinto, anche perché lui si trovava a dieci metri dal fattaccio, mentre Peruzzo era ben più lontano. E così, mentre andava di malavoglia verso il dischetto Rizzoli ha pensato di interrogare la presunta vittima del fattaccio. “Sansone, dimmi la verità, sei stato steso da Benatia oppure sei scivolato?”.

“Ma, veramente, io…”.

“Parla, Sansone, parla…”.

“Mah, non so…forse…”.

“Che forse e forse? Dimmi la verità!”.

Tutto questo mentre quelli della Roma e del Sassuolo urlavano strattonavano (alcuni ridevano). Il “processo” è durato cinque minuti. Poi la sentenza: niente rigore. Insomma, una scena penosa, a metà strada tra il grottesco e il biscardesco, nel senso di Aldo Biscardi che da anni si batte perché ci sia la moviola in campo.

Ma c’è un’ultima osservazione da fare: questa estemporanea sceneggiata è stata fatta da Rizzoli, ovvero l’arbitro che rappresenterà l’Italia ai Mondiali. Non è stato il suo quello che si dice un esempio di autorevolezza. Speriamo almeno che non si porti in Brasile lo stesso guardalinee.

A proposito del Brasile, finisco con una pillola di ottimismo: Destro e Insigne hanno confermato di essere pronti. Se ci aggiungiamo Immobile che ieri non ha giocato possiamo dire che Prandelli può stare sereno. I ricambi in attacco ci sono. Se poi è vero che potrebbe essere pronto anche Rossi potremmo andare in Sud America con un po’ più di fiducia. Staremo a vedere.

Lello Gurrado

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