Capitola anche Silvio Piola

Raffaele Rubino, 36enne attaccante del Novara, sabato scorso ha scalzato un mostro sacro del calcio italiano nella classifica dei bomber dei piemontesi in campionato. Ora è a sette reti dalla vetta

Piccoli miracoli in provincia: sabato scorso, intorno alle 16, un giocatore di 36 anni è riuscito a detronizzare un certo Silvio Piola dal secondo posto della classifica marcatori del Novara, gloriosa società che nel 2012 ha fatto capolino in A dopo 55 anni di assenza. Il giocatore in questione si chiama Raffaele Rubino e ha scalzato un mito novarese: non per caso a Piola, campione del mondo nel 1938, 86 gol con la maglia del Novara, è stato intitolato lo stadio in cui oggi si esibiscono gli azzurro-bianchi (Piola ha giocato e chiuso la carriera nel vecchio impianto comunale di via Alcarotti). E pazienza se il gol n. 87 di Rubino non è bastato al Novara per battere la “bestia nera” Lanciano, i tifosi a volte si accontentano e la dodicesima sconfitta stagionale, sia pure contro la seconda in classifica, si è fatta meno amara.

Rubino nuovamente acclamato, quando molti lo davano per finito. Rubino nuovamente valorizzato dal tecnico Alfredo Aglietti, Rubino capace di ritornare capocannoniere del Novara con 7 reti, di cui sei di testa, la sua specialità. Barese, classe 1978, Rubino ha iniziato nelle giovanili della squadra della sua città e dopo stagioni a cavallo tra i dilettanti e la C2, è approdato nel 2001 a Novara dopo una stagione bruttissima alla Pro Sesto. Lui ha ripagato la società con i gol e molta grinta, ma non si è mai accontentato: “Lele” è uno che vuole sfondare e, tra il 2002 e il 2007, riesce a farlo in B e pure in serie A con la maglia del Siena, sia pure per sole 5 partite. Dopo aver girovagato tra la città del Palio, Torino, Salerno e Perugia, capisce che Novara è la sua seconda città e vi fa ritorno stabile, complice” la nuova dirigenza che vuole fare la cose in grande. Tutti gli vogliono bene e Rubino guida la squadra nella cavalcata Lega Pro-serie B-serie A con Attilio Tesser in panchina.

Rubino è uno che con i record ha un feeling particolare, visto che il 26 novembre 2012 stabilisce un primato destinato a durare a lungo: grazie al gol del pareggio contro il Parma, è l’unico ad aver segnato almeno un gol in tutte le serie professionistiche con la stessa maglia. Lacrime ed abbracci dei compagni e uno stadio che non aspettava altro dal suo capitano. Come cimelio, una t-shirt bianca con la scritta “Record” in pennarello nero. Sabato scorso dopo l’87° gol, l’ennesimo di testa, il numero 9 biancoazzuro si è diretto verso la panchina e gli hanno consegnato un’altra t-shirt bianca con scritto, sempre col pennarello, “Rubino 87 to be continued”, come a dire che la favola del ragazzo di Bari non è finita e che può insidiare il primo posto del bomber novarese di ogni tempo, Marco Romano, a quota 94 dal 1941. A Rubino mancano solo sette gol e di questo passo potrebbe tranquillamente raggiungerle Romano, se non superarlo. A giugno gli scade il contratto e i tifosi vorrebbero che il giocatore non si ritirasse. Non è ancora tempo, secondo loro, per una scrivania dirigenziale, che pure l’aspetta. Rubino-gol può esprimersi al meglio ancora sul campo, anzi dovrebbe farlo.

Leggi anche:

RISPETTO PER LE FARFALLE
Donne sole al comando
Rivera è tornato sui suoi passi
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: