Lacrime di calcio, a vario titolo

Caro direttore,

dammi pure del tenerone, del romanticone, ma che vuoi che ti dica, a me della giornata di campionato è rimasta impressa soprattutto un’immagine, quella di Supermario Balotelli con gli occhioni lucidi e le lacrime che gli scendevano lungo le guance. Mi ha fatto effetto perché anch’io, come tanti, pensavo che Supermario fosse un duro, un vero duro, tipo Bruce Willis in Die Hard e Die Hard 2, invece quel crollo improvviso a Napoli, il volto nascosto sotto la tuta, mi ha ricordato che in realtà ha soltanto ventitrè anni, che è un bambinone cresciuto in fretta ma che sempre bambinone resta.

Balotelli ha pianto subito dopo la sostituzione. Ma non piangeva per aver lasciato il posto a Pazzini, c’è chi viene sostituito da gente ben più scarsa. Piangeva perché evidentemente in un istante si è sentito cadere il mondo addosso, ha capito di essere anche lui, come tutti i suoi coetanei, giovane e fragile. E forse, chissà, in quel momento ha pensato anche alla sua bambina, quella Pia che finalmente ha riconosciuto e che gli imporrà un cambiamento di vita e un’assunzione di responsabilità. Che sia stata  proprio la piccola Pia a renderlo più “umano”?

No, eh? Sto scrivendo delle idiozie? Sono troppo melenso? Va bene, direttore, allora ti parlerò di un altro tipo di lacrime, quelle di “agghiaggiande” Conte. Antonio Conte. Anche lui ieri ha pianto. L’ha fatto dopo che il Verona ha completato la rimonta passando dallo 0-2 al 2-2 . Conte l’ha presa malissimo, ha urlato frasi incomprensibili, come gli succede spesso, ha strabuzzato gli occhi, indurito la mascella e, secondo quei pochi che hanno avuto il coraggio di avvicinarlo, avrebbe addirittura pianto. Sì, ma di rabbia. Lacrime, le sue sì, da duro. Poi, a mente ancora calda, “agghiaggiande” Conte ha tuonato contro i suoi, ricordando che nessuno alla Juventus ha il posto assicurato. A chi si riferiva non si sa. Sicuramente a tutti e a nessuno, è una frase che va sempre bene.

Che altro? Un saluto a Diamanti che ha lasciato Bologna per andare alla scoperta della Cina e un bentornato a Walter Samuel, vecchio guerriero. Alla veneranda età di 36 anni (li compirà il prossimo mese) il difensore dell’Inter ha finalmente ritrovato il posto in squadra e l’ha festeggiato segnando il gol con cui i nerazzurri hanno battuto il Sassuolo. Gol scacciacrisi? Te lo dirò la settimana prossima, dopo Fiorentina-Inter.

Lello Gurrado

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