Meno male che c’è il Trap

 

Altro che la foca monaca, per la cui tutela c’è già il 5 per mille, mettiamo sotto protezione Giovanni Trapattoni, razza calcistica a rischio d’estinzione per mancanza di eredi e di emuli. Un uomo di convinzioni ferree che non ha timore di enunciarle in tutte le lingue (e semilingue) che conosce:  in inglese e in tedesco si fa intendere, in portoghese si fa intuire. In italiano, condito da parecchio milanese e da espressioni che solo lui conosce, per non essere mai frainteso.

Il nostro c.t. prestato all’Irlanda si è prodotto in un’altra delle sue, una pubblica sfuriata di quelle che fanno il giro del mondo e ci restituiscono, cristallina, l’immagine di un signore di 73 anni che dice sempre e comunque la sua.

E’ un vincente Trapattoni, l’unico capace – con Mourinho e Hernst Happel – di aggiudicarsi il campionato nazionale in quattro Paesi diversi (nel suo caso Italia, Austria, Germania e Portogallo). E’ tra i più titolati al mondo, quanto a numero di trofei vinti con i Club. Eppure, nonostante questo,  il fuoco della passione per il calcio non lo abbandona. Nonostante l’età, nonostante tutto il brutto che il calcio elargisce, nonostante il possibile appagamento per una carriera che, prima da giocatore poi da allenatore, gli ha consentito di avere enormi soddisfazioni, è ancora lì a combattere per difendere con convinzione il suo operato.

Fa conferenze stampa urlando il suo disappunto verso affermati giocatori che a suo dire, sono molli come “bottiglie vuote”. Si infastidisce per chi non capisce le sue decisioni, si dispiace per la reputazione e l’immagine “mafiosa” del nostro calcio all’estero,

Parla mezzo italiano e mezzo inglese e argomenta in maniera colorita la sua decisione di escludere un giocatore a favore di un altro. Si lascia scappare anche un “cazzarola…che tanto in inglese si capisce lo stesso” e torna sul suo famoso detto ”non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

In giorni in cui l’attualità sportiva è dominata da notizie che con lo sport come piace a noi nulla hanno a che fare, il Trap ci restituisce aria pulita, quel calcio che vorremmo tornasse solo una passione, uno sport, per alcuni un credo.

Dimenticavamo, con altro stile anche Cesare Prandelli dice cose importanti, senza che nessuno gliele suggerisca.

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