Matri, basta l’aria depurata

Il quasi trentenne attaccante ritorna in sé a Firenze e identica sorte tocca ai biancocelesti affidati alle provvidenziali cure di Reja. Una rivelazione: se Mazzarri si impegna può fare peggio di Stramaccioni

 

Caro direttore,
c’è qualcosa di nuovo anzi d’antico in questo girone di ritorno del campionato di calcio. D’antico c’è il tritasassi Juventus che schiaccia tutto e tutti e mi pare avviato (non vorrei portare sfiga) verso il prestigioso traguardo dei cento punti. Di nuovo ci sono alcune panchine e soprattutto un bomber ritrovato.
Andiamo con ordine. La novità più significativa del 2014 è l’arrivo di Clarence Seedorf al Milan in sostituzione di Allegri. Fortemente voluto dallo stesso Berlusconi, l’olandese ha semplicemente anticipato una scelta già programmata per la prossima stagione.

 

È arrivato in anticipo e questo può essere soltanto un bene, perché nessuno gli chiederà miracoli immediati e Seedorf avrà tutto il tempo per chiarirsi le idee in vista del prossimo campionato. In questa fase di transizione il suo compito più importante e delicato sarà quello di portare allegria e serenità in un ambiente che negli ultimi tempi si era fatto teso e litigioso (vedi lo scontro Barbara-Galliani, con tanto di dimissioni e controdimissioni). Il rigore con cui Balotelli ha battuto il Verona può aiutare.
Stessa cosa a Roma, sul fronte della Lazio. Fino a venti giorni fa la società di Lotito era una polveriera. Liti, polemiche, insulti, minacce di denunce. Da quando è arrivato il vecchio Reja, allenatore saggio e benvoluto, il clima è cambiato. La Lazio ha trovato serenità e risultati. Domenica ha vinto in trasferta, a Udine, dopo un secolo.
Questo per quanto riguarda le panchine. Ma poi c’è il campo. E il campo ci dice che cambiare aria, in gennaio, molte volte può essere davvero salutare. Lo testimonia Alessandro Matri, trent’anni il prossimo agosto, che non appena è arrivato a Firenze, chiamato a sostituire lo sfortunatissimo Pepito Rossi, ha fatto il botto: due gol e un assist.

 

La notizia non può che far piacere, ai tifosi viola certo, ma anche a Prandelli che ha l’obbligo di trovare un’altra punta da portare in Brasile insieme a Balotelli. Nelle ultime settimane si è parlato di Toni, poi di Berardi, oltre ai vari Totti, Cassano, Osvaldo e compagnia bella. Ora nel mucchio si inserisce anche Matri, uno che i gol li ha sempre fatti, nel Cagliari, nella Juventus e, meno, nel Milan, che ha esperienza e una gran voglia di mettersi in mostra. Vedremo nei prossimi mesi chi riuscirà a convincere il buon Prandelli.

È tutto. So che vorresti che dicessi qualcosa su Gasperini e la rivincita che si è preso sull’Inter, ma non vorrei alimentare una vecchia polemica col risultato di distogliere Walter Mazzarri dal suo vero obiettivo che è quello di fare peggio di Stramaccioni. Ce la può fare.

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