State Allegri, c’è Berardi

In questo tweet si racchiude la storia del Milan di oggi, in funzione di Prandelli e delle ambizioni del giovane calabrese, molto juventino, che guarda soltanto all’estate prossima in Brasile

Qualcuno lo vuole già in Nazionale, ai Mondiali del Brasile al posto di Pepito Rossi. A me, caro direttore,  sembra francamente prematuro, ma se Domenico Berardi dovesse fare qualche altra partita come quella di ieri, beh, Prandelli un pensierino dovrebbe farlo sul serio. Sì, perché Berardi, calabrese di Bocchigliero, in provincia di Cosenza, attaccante del Sassuolo, ieri è entrato nella storia del calcio italiano. È l’unico giocatore, in più di un secolo, ad aver segnato quattro gol al Milan (e dall’inizio del campionato fa undici, più di Palacio, Higuain e Balotelli, tanto per dire).
L’exploit dei quattro gol ha fatto rumore. Quasi come il rumore che ha fatto la povera Barbara Berlusconi che in breve tempo sta verificando quanto sia complicato il mondo che s’è scelto per esercitare la sua smania di comando. Sembra facile guidare una società di calcio, basta comprare quei tre o quattro giocatori giusti, fare un discorsino di incitamento alla vigilia e va là che vai bene…

 

Storie. Il Milan i giocatori li ha presi (l’ultimo è Honda) i discorsini della vigilia li fanno a turno Barbara o suo padre, ma poi arriva un ragazzo di diciannove anni con il pepe nelle vene e succede quel che succede. È questa la dura legge del calcio.

 

Barbara ha  tutte le ragioni di incazzarsi, fa anche bene a dare il benservito ad Allegri che nel clima che si è creato ha ormai perso sarenità, ma non  si illuda di aver risolto tutti i problemi con il cambio di allenatore. Ci vuole ben altro per raddrizzare la barca del Milan. Ma di questo parleremo più avanti. Diamo il tempo a Mauro Tassotti di mostrarsi valida ruota di scorta (è un usato sicuro) e aspettiamo, a pie’ fermo, lo scontro col fortissimo Atletico Madrid in Champions League.
Mi sono dilungato su Berardi e sul Milan perché è stato il fatto più importante della giornata. Più del record di undici vittorie consecutive stabilito dalla Juventus? Direi di sì, soprattutto perché se il 4-3 del Sassuolo era impensabile, la vittoria della Juventus a Cagliari era invece scontata. La squadra di Conte è troppo forte, ha un paio di marce in più di tutte le altre, anche della bella Roma di Garcia e del brillante Napoli di Benitez. Il guaio della Juventus è che ormai non fa più notizia.

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