Quando il calcio non sostava in farmacia

Egidio Guarnacci, farmacista capitolino di lungo corso, è stato capitano della Roma negli anni 50 a fianco di gente come Schiaffino, Lojacono, Manfredini, Angelillo. Parecchi di loro amavamo vivere

“Una volta il calcio era diverso, non entrava in farmacia, era soltanto passione genuina”. Parola di Egidio Guarnacci, capitano e gloria della Roma degli anni Cinquanta, che di farmaci se ne intende e non certo per averli frequentati da atleta. Ai tempi suoi non c’erano “carnitine varie”, c’erano solo gli esiti della guerra con relativa fame da saziare.

Compirà ottant’anni tra poche settimane, Guarnacci, ma lavora ancora, sia pure a ritmo ridotto, in una delle più quotate farmacie di Roma, in via Flaminia, di sua proprietà. L’ha acquistata con i soldi che il calcio gli ha consentito di metter via negli anni d’oro (6 milioni di lire di ingaggio, per uno come lui, mentre Schiaffino ne prendeva il triplo e nessuno se ne meravigliava, menchemeno lui che lo considerava un genio) dopo essersi laureato in farmacia. Per 14 anni ha lavorato al banco, come dipendente in camice e caduceo, ma sotto padrone. Oggi le sorti della farmacia le regge la figlia Laura, maritata Alicicco. Già, il dottor Ernesto, guarda caso per quasi un ventennio medico sociale della A.S. Roma.

Il calcio e i colori giallorossi continuano a essere una malattia cronica alla quale Guarnacci ha trovato rimedio: allo stadio non va più da anni, per il semplice fatto che al cuore (calcistico) non si comanda: “La Roma continua a emozionarmi come una volta, non è cambiato niente, e allora preferisco stare a casa, e nemmeno guardo la partita in diretta. La seguo sapendo già il risultato”. Il calcio degli altri, quello non in giallorosso, lo segue ma spesso si annoia: “A volte mi addormento davanti al televisore, ma la vecchiaia non c’entra. Troppe partite, troppe chiacchiere, e quei volti sempre stressati”.

Si racconta con la dovuta serenità e ne riassumiamo le vicende. Il padre, di origini toscane, aveva cominciato come cameriere per poi aprire un ristorante a Roma, e poi un secondo, ma Egidio non ne voleva sapere di quel mestiere: ”Andavo a scuola al Nazareno, giocavo a pallone sui marciapiedi, che allora erano più larghi, oppure al Galoppatoio, il primo stadio naturale della mia vita”. Con lui Gianfranco Leoncini, che finì alla Juve, e Nicola Pietrangeli, promessa del tennis ma ottimo calciatore.

A sedici anni, nonostante le prodezze da mezz’ala a Villa Borghese, non aveva una squadra. La fortuna volle che giocasse in una partita di giovani giornalisti arbitrata da Guido Masetti, che allora allenava le giovanili della Roma. Masetti ne annotò le capacità e lo volle subito alla Roma. Allenamenti il mercoledì e il venerdì, la linea M per raggiungere il campo Roma, a San Giovanni. E 360 lire a settimana, utili per l’autobus (40 lire nei giorni feriali e 100 la domenica). In pratica gli pagavano le … trasferte in città. Nel 1954 lo mandano a Colleferro dove gioca mediano. Ma torna un anno dopo a Roma, lo vuole Gyorgy Sarosy, ungherese che molto sapeva di calcio e di calciatori. Allena lui la Roma nel 1955.

I tifosi lo guardano un po’ strano, un romano che va al campo con i libri non suscita simpatia ma lui calcisticamente cresce e di quella Roma diventa capitano negli anni della Dolce vita: “La squadra era forte, ma non da scudetto. In campo ci divertivamo, qualcuno lo faceva anche fuori. C’era gente come Da Costa, Lojacono, Manfredini, Angelillo e Schiaffino, un grandissimo non più giovane: lui vedeva il gioco come nessuno, intuiva le mosse dell’avverario. Un grande esempio, anche di tirchieria: impossibile estorcergli un caffè”.

L’ 8 gennaio del 1961 la svolta, per un menisco rotto durante Roma-Samp 3-2. Un banale infortunio, oggi risolvibile in poche settimane, lo costringe a fermarsi per più di un anno. Al rientro il capitano è già Losi. L’anno dopo passa alla Fiorentina, tre stagioni e poi l’addio per dedicarsi a una nuova stagione della vita. Anche questa appagante.

Leggi anche:

CRT 2/Guarda caso…
Schwazer, quando non era solo…
Bridge - Mohan Convention (parte seconda)
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: