Mi vogliono anche zoppetta

Raffaella Calloni, dopo un po' di attesa che ha solo contribuito ad alzare in noi le aspettative, torna a raccontarci qualcosa di sé: lo fa parlando dell’infortunio al tendine, ma in una maniera tutta sua

Mi scrive anche che le viene più facile parlare di sé quando succede qualcosa di spiacevole, o almeno quando ci sono dei problemi da risolvere… io le rispondo che questa breve storia è la dimostrazione che lei scrive quando i problemi li ha già risolti.

Che forza pazzesca! È così veloce che non si accorge delle tante cose belle che fa e che dà alle persone che la seguono e le vogliono bene. Ascoltiamola.

 

 

Tre settimane fa mi sono rotta parzialmente il tendine d’Achille durante la Supercoppa Italiana. All’inizio si pensava che potesse guarire da solo ma dopo analisi più approfondite tutti gli ortopedici interpellati hanno consigliato l’operazione. “Una lesione troppo grave per un saltatore”. Sono passati 15 gg dall’intervento e finalmente mi sento pronta per mettere in parole quello che in queste settimane mi ha affollato la mente e il cuore.

 

È stata dura! È stata davvero dura. Stavo vivendo la stagione dei miei sogni, la stagione che aspettavo da una carriera intera, la stagione frutto del duro lavoro che avevamo fatto l’anno prima, la stagione in cui mi sarei giocata da protagonista tanti trofei importanti. L’avevo immaginata per tutta l’estate e si stava concretizzando ogni giorno di più. Un bellissimo gruppo, appassionato e lavoratore, risultati inaspettati e conquistati che ci stavano facendo volare in alto….

 

E poi l’infortunio.

 

È stato come se qualcuno avesse infranto in un solo istante tutti i miei sogni, le mie speranze, il mio lavoro. Mi sono ritrovata improvvisamente sola e spaventata. Avevo paura! Avevo paura che non mi sarebbe mai più capitata un’occasione così, avevo paura che non avrei più potuto vivere qualcosa di così speciale, avevo paura che non avrei fatto più parte di questo gruppo.

Ho pianto, ho rimuginato, mi sono lasciata andare al dolore, poi dopo un paio di giorni di tristezza….ho iniziato a guardarmi intorno e a vivere nel presente, e come per magia ho recuperato il senno! :)

 

Non potevo cambiare quello che era successo e quindi era ora di pensare a cosa avrei dovuto fare nei prossimi mesi per riuscire a vivere ugualmente la mia favola bella.

Ho capito che il fatto di non poter stare in campo non mi impediva di vivere certe emozioni.

Ho capito che anche con le stampelle e il tutore potevo comunque continuare a sostenere ed esserci per la mia squadra, a bordo campo a dare il mio supporto.

Ho capito che le mie ragazze, lo staff, la società e i tifosi mi vogliono anche se zoppetta.

Ho capito che il mio ruolo non è solo quello di schiacciare palloni e che posso farlo anche da fuori.

Ho capito che ho piena stima e fiducia delle mie compagne e so per certo che lotteranno anche per me, per far si che i miei sogni, che i nostri sogni, si realizzino.

 

Raffa

 

Lasciatemi aggiungere che un’atleta con questa consapevolezza è un’atleta più forte. E se Raffa torna più forte di prima….

 

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