In Giro per l’Italia con il ciclocross

L’ultima prova vede il testa a testa fra Bertolini e Falaschi con Franzoi terzo incomodo. Tra le donne Valentini e Arzuffi mentre la junior Toecchi l’ha già fatto suo. E poi la Coppa del Mondo in Belgio

Comincia l’inverno e quelli del ciclocross si fregano le mani. Un po’ perché arriva il freddo (quello vero) ma soprattutto perché sono alle porte le gare che contano: Coppa del mondo  in Belgio il 22 e 26 dicembre, ultima del Giro d’Italia a Paternò tre giorni dopo e ancora Coppa del mondo a Roma il 5 gennaio. Senza dimenticare i trofei regionali e interregionali: roba da passare le feste in bici o con indosso gli stivali di gomma, comunque sia nel fango.

Al Giro si è rivisto Marco Aurelio Fontana che ha vinto a Vedelago, sesta tappa Uomini Open. È un gradito ritorno quello del talentuoso biker, anche perché riflette sul movimento del ciclocross un po’ della luce che sponsor e media gli puntano addosso. Peccato che sia mancato il testa a testa con Franzoi che è caduto male sull’asfalto. Ritiro obbligato e via libera appunto a Fontana. Per questa caduta, e per il guasto alla bici a Brugherio, Franzoi rischia di non vincere il Giro nonostante le tre vittorie sulle sei tappe fin qui disputate.

La maglia rosa è ora sulle spalle di Gioele Bertolini che ha ben risposto al salto di categoria. Si temeva che la Under 23 fosse una taglia ancora troppo larga per lui, ma Gioele ha chiuso ogni prova pedalando sereno e leggero come una canzone di Jovanotti e adesso si gioca la vittoria finale, con Bryan Falaschi subito dietro però.

Tra le donne élite Elena Valentini e Alice Maria Arzuffi (Selle Italia Guerciotti come Bertolini e Franzoi) si sono contese per tutto il Giro la maglia rosa e quella bianca come due dame si contendono lo stesso guardaroba. Ma la Arzuffi, con la carica del bronzo europeo U23, ha dimostrato di saper dare l’anima perché ha vinto tre volate su sei gare, e dopo quaranta di minuti di cross non è male. Due volte proprio su Elena – di cui una per la vittoria di Assisi – e una a piedi, a Brugherio per il secondo posto quando a una cinquantina di metri dall’arrivo la bici l’ha tradita, ma ha anticipando di un niente Nicoletta Bresciani. Elena Valentini invece ha vinto per distacco la prima tappa all’Elba e a Brugherio e poi sempre nei primi quattro. Dedica la maglia sosa di Vedelago a Diego Murari, affetto da una malattia molto rara ma che ha la forza per aiutare sé stesso e gli altri, soprattutto bambini, con la onlus Unico1 (www.unico1.it).

Tra gli juniores Pellizzon, Giorgio Rossi e Stefano Sala si stanno scannando da buoni amici, col primo in maglia sosa sin dalla prima tappa e sei punti di margine sul secondo; ma a Vedelago è stato un piacere vedere Manuel  Todaro (Selle Italia Guerciotti) e Federico Mandelli (MTB Increa Brugherio) mettere finalmente tutti in fila e fare il pieno di premi, complimenti e autostima, cose che ai due mancavano un po’.

Tra le donne junior notevole impresa di Chiara Teocchi che vincendo cinque tappe su sei si è messa il Giro in tasca e andrà a Paterno solo per raccogliere i meritati applausi. Ma un pensiero lo merita anche Chiara Galimberti, cha aveva sì cominciato la stagione 2013 su strada la scorsa primavera con la Footone Servetto ma si era eclissata come una stella cometa, colpa anche di una malattia infettiva.

La cura Arzeni Cadrezzate e la famiglia di ciclisti l’hanno rimessa in forma, giusto giusto per il Giro dove ha ottenuto una serie di buoni piazzamenti e l’unica vittoria che è sfuggita alla Teocchi, battuta proprio dalla Galimberti allo sprint di Rossano Veneto.

Insomma tanta roba, da sfregarsi le mani e correre incontro all’inverno, secondo il nostro personale calendario una bella stagione.

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