Il derby dei colabrodo

Caro direttore,

oggi ti parlerò soprattutto dell’Inter (sai che ho un debole). Nei giorni scorsi, nel periodo in cui ero squalificato, ho letto un’intervista fiume a Walter Mazzarri, il cosiddetto mister. Dice tante cose curiose Mazzarri, ma soprattutto spiega che per lui il calcio è tutto, vive di calcio 24 ore su 24, mangia pane e calcio, pensa al calcio 24 ore su 24. Tutto questo è encomiabile, dà un’idea della serietà professionale del tecnico, ma io mi chiedo: se vivi solo di calcio, se mangi pane e calcio tutta la vita, se pensi al calcio 24 ore su 24 è possibile che non ti venga in mente di cambiare modulo difensivo? Possibile che non ti accorga che la difesa è un colabrodo?

Se becchi tre gol dal Torino, tre dal Parma, quattro dal Napoli e tanti altri ancora (21 in 16 giornate contro i 5 della Roma e i 10 della Juventus) non ti viene il dubbio che la difesa a tre, con gli uomini che ti ritrovi, non funziona? Ci fosse Samuel, ci fosse Lucio, ci fossero Cordoba o Materazzi… Ma con tre belle statuine a nome Ranocchia, Rolando e Campagnaro basta un avversario appena appena veloce per seminare il panico.

La grande Inter del triplete dietro giocava a quattro – Maicon, Samuel, Lucio, Chivu – e per gli avversari, veloci o no, era difficile trovare un varco al centro. Adesso invece, si è visto anche a Napoli, entrano in area quasi passeggiando e ogni volta è un rischio. Ma Walter Mazzarri non era soprattutto un difensivista? Che cosa gli è successo?

Sono i misteri del calcio. Così come rimane misterioso il doppio volto della Juventus. Come è possibile che la squadra di Conte in Italia sia il dottor Jekyll e in Europa si presenti sempre come mister Hyde? È vero, a Istanbul è stato il caso, è stata la neve, è stata la sfiga, ma il fatto è che a Istanbul bisognava arrivarci con la qualificazione già in tasca. E poi c’è il mistero Tevez. Come mai in Italia segna sempre (tre pere al Sassuolo, tanto per gradire) e in Europa non fa un gol da oltre quaranta partite?

Domande difficili, risposte impossibili. Ma in fondo è questo il bello del calcio. Vediamo stasera come va la sfida Totti-Balotelli. E prepariamoci già alla prossima giornata quando, a Milano, ci sarà il derby del colabrodo, la gara a chi difende peggio. Sì, perché se l’Inter ha preso 21 gol, il Milan è già a 23.

Lello Gurrado

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