Lojacono, una figurina di cartone

Argentino di talento, coetaneo di Sivori, negli anni Sessanta è stato grande protagonista della Roma dopo aver giocato nel Vicenza e nella Fiorentina. Un tipo massiccio e coraggioso, capace di segnare

Un altro argentino dai piedi d’oro. Quasi come Omar Sivori, suo coetaneo. Francisco Ramòn Lojacono, nato l’11 dicembre 1935. Ricordo la figurina cartonata. Lui, sorridente, coloratissimo, con la maglia della Roma. Inserivi la monetina da 10 lire, quella con la spiga di grano; giravi la manovella e usciva la figurina, o meglio la figurona, mentre più sotto arrivava puntuale la pallina colorata di chewing gum. Addolcivi il palato e la mente. Roba di mezzo secolo fa. Quella era la nostra slot machine preferita.

 

Lojacono, chi era costui? Un calciatore massiccio e coraggioso. Uno che segnava il suo giusto. Nel 1956 prende parte ai campionati sudamericani con la nazionale argentina. Nella rosa dell’Albiceleste ci sono nomi che diverranno presto famosi: Omar Sivori, e due di nome Ernesto: Cucchiaroni (Samp) e Grillo (Milan). Nell’estate di quello stesso anno viene acquistato in comproprietà da Vicenza e Fiorentina per 40 milioni di lire. Primo campionato in maglia Lanerossi: 18 partite e 11 gol.

 

A fine stagione passa alla Fiorentina: 109 gare e 36 reti. Ed è proprio nel 1960 che la squadra viola lo cede alla Roma, con la quale vincerà la Coppa delle Fiere nel 1961. È l’anno della famosa figurina. Io avevo appena 7 anni. Non vi dico quante figurine avevo collezionato e nemmeno quante gomme americane avevo succhiato e masticato. Sono anche gli anni in cui Lojacono indossa la maglia azzurra della nazionale italiana, come oriundo: 8 presenze e 5 reti. Nel 1965 contribuisce alla salvezza della Samp. Si schiera poi con i grigi dell’Alessandria, prima in serie B e poi in C, concludendo la carriera, sempre in C, con il Legnano. Siederà anche in panchina, come allenatore di squadre minori.

 

Se n’è andato presto, l’indimenticabile Lojacono, all’età di 67 anni, il 19 settembre 2002. Si era trasferito a Palombara Sabina. Non era più tornato in patria a causa, pare, di una complicazione sopravvenuta in seguito a un intervento ai polmoni. Si parla anche di SLA, ma sembra una diagnosi molto azzardata.

 

Era una faccia pulita quella di Lojacono. Soprattutto i tifosi romanisti ma anche coloro che seguono il calcio da anni non lo hanno dimenticato.

 

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