L’ascia tra gli oggetti personali

 

Caro direttore,

anche questa settimana il menu offre lo spezzatino, ma stavolta non importa. Facciano pure quello che vogliono Lazio, Napoli, Fiorentina e Verona, non cambierà niente lo stesso. Quello che doveva dire il campionato l’ha detto ieri e cioè che la ricreazione è finita, ormai si fa sul serio e quando si fa sul serio non ci sono avversari che tengano, è la Juventus a fare la voce grossa.

La squadra di Antonio Conte è una spanna sopra tutte le altre: per gli uomini, per il gioco, per il carattere e anche, cosa che non guasta, per la buona sorte. Ieri ha battuto l’Udinese al novantunesimo minuto con un gol trovato per caso e dopo aver rischiato tre volte di perdere. Questo dice tutto e fa pensare che il campionato, con la Roma che non sa più vincere e il Napoli che, Benitez o non Benitez, non cresce mai, sia praticamente chiuso.
Lasciamo da parte la classifica, dunque, e parliamo d’altro.

L’argomento forte della settimana è stata la sceneggiata milanista. “Me ne vado entro dicembre. Le mie dimissioni sono irrevocabili” ha detto a metà settimana Adriano Galliani, amareggiato per l’invadenza di B.B. Gli addetti ai lavori si sono subito impegnati a trovare le soluzioni: Tizio amministratore delegato, Caio direttore sportivo, Maldini qua, Seedorf là… poi ha telefonato Berlusconi e la bolla di sapone si è squagliata.

Le dimissioni “irrevocabili!” si sono dimostrate un bluff, Galliani e B.B. sono stati obbligati ad abbracciarsi e tutto va bene, madama la marchesa. Fino a quando non si sa, ma che importa? Intanto la ritrovata serenità ha permesso al Milan di vincere dopo un secolo.

Restiamo a Milano. Ieri in tribuna si è rivisto Thohir. Era seduto alla destra di Massimo Moratti e non aveva l’espressione di uno che si diverte. L’Inter in effetti ha giocato forse la partita più brutta del campionato, parole di Mazzarri non mie, e a un certo punto sulla fronte del presidente indonesiano mi è parso di leggere una frasetta in sovrimpressione: chi me l’ha fatto fare? Ma forse era solo un’impressione. Thohir è felicissimo della sua scelta e ha promesso grandi acquisti a gennaio. Stiamo a vedere, gennaio ormai è alle porte e la pazienza dei tifosi interisti, come la storia insegna, è illimitata.

Chiudo con un breve cenno agli ultras della Lazio fermati in Polonia. La società li ha difesi dicendo che nello zaino avevano semplicemente oggetti personali che avrebbero portato allo stadio.. Giusto: chi non ha un’ascia tra gli oggetti personali da portare a stadio?

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