BRIDGE – Gioco e dichiarazione

Come molti di voi avranno facilmente intuito, i testi di bridge dagli anni ’40 a oggi li leggo, li studio, li traduco e, forse fra un po’, arriverò anche a mangiarmeli. Mi affascina scoprire quanto ancora devo imparare e migliorare, se ci riesco. Da tale sazietà di letture ho tratto alcune conclusioni, una delle quali, di una banalità sconcertante: la tecnica di gioco dagli anni passati a oggi ha fatto pochi passi avanti, perché, fino da allora, il terreno delle probabilità statistiche e del gioco della carta era stato scandagliato a dovere e si erano già scoperte le percentuali, la compressione, i giochi di sicurezza, gli endplay e via discorrendo.

Per contro lo stile dichiarativo ha fatto passi da gigante: dalle aperture di due forte in un maggiore alla 2 Crodo, licite che ora fanno bella mostra di sé al Museo delle Cere, al moderno forte, ai salti deboli, ai relay e alle altre diaboliche licite dei sistemi oggi in uso e visti all’opera anche ai recenti mondiali di Bali.

Vi propongo quindi una mano giocata agli Europei degli anni’80 dagli inglesi Forrester-Brock nell’incontro Inghilterra-Belgio.

Questa la dichiarazione:

Le spiegazioni del sistema, un Acol se ben ricordo reso molto convenzionale, sono le seguenti:

(1)             Le o 11-13 po bilanciata

(2)             Relay

(3)             Le e le o 11-13 po bilanciata

(4)             Interrogativa: quale delle due?

(5)             Mano bilanciata (!)

(6)             Convenzione Crowhurst  forcing manche

(7)             La quarta di

(8)             La quarta di

(9)             Proposta di giocare a SA  

(10)        Conclusiva

Non mio addentro in commenti di questi sistemi che non amo perché, se gli avversari tacciono sempre possono funzionare, ma se ti fanno un bel barrage sei nella marmellata, e perché tenere occupata la sezione memoria del cervello per tutti questi relay e contro relay non fa parte della mia concezione del Bridge. Comunque questa licita, per quanto complessa e da prendere con le molle perché del tutto imprecisa, era tutta tesa a verificare se ci fosse una possibilità di giocare 6.

Oggi con due licite si arriva a capire che di slam non è proprio il caso di parlare, e che l’imprecision della licita  mi ha imposto, al punto 5, di inserire un punto esclamativo per la precisione delle risposte di Sud. Come detto la licita di 1 indica o le o 11-13 po bilanciata

Ma quando le hai tutte e due con una bella 5-4 menti spudoratamente dichiarando di avere una mano che, in effetti, Sud non ha, entrando nella ormai mitica nebbia in val padana.

Perché, e scusate se mi ripeto, o hai le o hai una mano bilanciata: nessuna delle due ipotesi, però,  ricorre nella mano in esame. 

Infatti 1SA (5) esclude tassativamente una 5-4. Che invece c’era, ma che per le convenzioni adottate non c’era la possibilità di dirlo al partner.

Non ho certo voglia di mancare di rispetto ai due campioni inglesi e ancor meno non ho la conoscenza esauriente per fare il critico d’arte dell’epoca, ma quella licita, con un bouquet di precisazioni imprecise, non fa parte della mia amata concezione, romano napoletana, della dichiarazione.

E gli avversari pur essendo tutti in prima, non avevano la possibilità di interferire, perché se avessero potuto farlo, tutti i relay sarebbero finiti in un negozio di elettricità e prodotti affini.

Comunque la licita di Forrester e Brock, ai tempi, suscitò commenti di ammirazione per aver con tanta precisione (?), cito testualmente i commenti, fatto ogni disperato tentativo per capire se c’era spazio per giocare il piccolo a . Oggi una buona coppia affiatata di seconda categoria, in tre o quattro passaggi licitativi chiarisce che non è proprio il casi di oltre passare il livello di 3SA.

Ma una volta si viveva fino a 60 anni, poco più poco meno, oggi il problema siamo noi vecchietti che viviamo troppo e mettiamo in crisi l’Istituto previdenziale che eroga le pensioni. 

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