Sassuolo da riabilitare

Caro direttore,

fedele all’impegno e alla parola data, ti invio come ogni lunedì il commento al campionato di calcio. Peccato però che stavolta non sappia che cosa scrivere. Perché la cosiddetta “giornata” – si dice ancora così: prima giornata, seconda giornata, ecc.  – non è più una giornata ma uno spezzatino.

Io devo commentare qual che è successo in serie A e non so chi è primo in classifica: la Juventus o la Roma? Non si sa, perché i bianconeri hanno già giocato e battuto il Livorno mentre la banda di Garcia giocherà stasera contro il Cagliari all’Olimpico. E allora che cosa scrivo? Che l’inseguimento si è concluso con successo e la squadra di Conte ha ripreso il suo ruolo di lepre, oppure che la fuga dei giallorossi continua?

È odioso questo spezzatino. Odioso e per molti versi fuorviante, non soltanto per chi scrive ma anche per chi gioca. Ti sembra regolare scendere in campo sapendo già che cosa hanno fatto gli altri? Mi dirai che a rotazione capita a tutti, ma non va bene lo stesso. Il calcio era molto più serio e credibile quando le partite cominciavano tutte, indistintamente, alle 14.30 della domenica. Lo so, è il prezzo che bisogna pagare a “mamma TV“. Lo spezzatino è stato inventato per consentire a Sky, Premium e quant’altri di trasmettere le dirette. Lo so e ne usufruisco allegramente anch’io, ma non posso dire che sia una bella cosa.

Impossibilitato a parlare della testa della classifica, ti parlerò della coda. Beh, in quella zona, a sorpresa, c’è ancora il Milan. La cosa è singolare, ma se esaminiamo la situazione con distacco, scopriamo che non ci sarebbe invece da stupirsi. Il Milan quest’anno presenta lacerazioni dappertutto. Al vertice della società è scoppiato il dissidio tra la figlia del padrone e Galliani; in panchina Allegri lavora con Inzaghi che gli gufa su una spalla; in campo Balotelli si annoia e gioca controvoglia mentre gli altri che si impegnano sono obiettivamente mediocri, a partire dal tanto atteso De Jong che non vale un’unghia di quel Pirlo colpevolmente ceduto alla Juventus perché pretendeva di giocare. Una squadra in pieno sfacelo, dunque, e non credo che Kakà, per quanto encomiabile per l’impegno e l’attaccamento ai colori, come si usava dire una volta, abbia i muscoli per risollevarla.

Per il resto tutto piatto. Il Napoli ha confermato di essere il Napoli, la Fiorentina la Fiorentina, l’Inter l’Inter. E allora chiuderò questo commento alla spezzatino spargendomi un po’ di cenere sulla testa. Tempo fa in un commento del lunedì mi ero chiesto che cosa ci facesse il Sassuolo in serie A. L’avevo fatto perché aveva perso 7 a 0 in casa contro l’Inter. La risposta il piccolo orgogliosissimo Sassuolo me la sta dando alla grande. In seria A ci sta con grande merito e dignità e a questo punto non mi resta che augurarmi, di cuore, che ci rimanga.

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