Il Pirata e le piraterie

Non pretendiamo il fair play, sarebbe troppo sportivo, ma almeno la decenza di non “fare a sportellate” in libreria dove è già presente “Nel nome di Marco”, di Ediciclo, ma è in arrivo anche “In nome di Marco”, di Rizzoli: Davide contro Golia un’altra volta?

Giusto perché amiamo le piccole cose, di solito migliori delle grandi, oggi vi proponiamo una vicenda che ha molto a che fare con lo sport, l’editoria e le sue degenerazioni. Riguarda “due iniziative editoriali”, oggi gli editori chiamano così i libri, destinate a creare soltanto confusione. Di mezzo c’è Marco Pantani, la cui scomparsa propone a breve un anniversario: a febbraio saranno dieci anni dalla tragedia. Per alcuni è normale che la ricorrenza produca dei libri che si ispirano all’uomo e alla sua sorte, ma a noi (pochi intimi, non pensiate a una tribù) la cosa garba poco: ci dicemmo allora che sarebbe stato meglio lasciare Marco in pace e non abbiamo cambiato idea. Riposi in pace, ovunque egli si trovi (soprattutto nella memoria della gente che gli ha voluto bene).

Come sempre c’è modo e modo per ricordare e c’è anche chi si muove con delicatezza su terreni minati. Per capirci, ci è piaciuta la storia raccontata da Michele Marziani per Ediciclo, il romanzo dal titolo Nel nome di Marco. Una storia che prende spunto da un corridore entrato nel mito per parlare d’altro: una storia d’amore tormentata (il protagonista è un sacerdote che lascia la tonaca per vivere con la sua donna), una paternità ancora più lacerata (dalla coppia nasce Marco, affetto da sindrome di down), una deriva umana, riscattata alla fine da una svolta semplice e sconvolgente. In controcanto, la passione del protagonista per il “Pirata“, di cui il libro segue l’ascesa e la caduta. Marziani è un bravo ideatore di storie. In particolare ricordiamo il suo romanzo Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta. Lo ha scritto qualche anno fa, provate a rintracciarlo.

Il bello viene pochi giorni fa, quando Rizzoli annuncia con la grancassa l’arrivo in libreria di un libro scritto a quattro mani da Tonina Pantani, la mamma di Marco, con la collaborazione di Francesco Ceniti, giornalista de La Gazzetta dello Sport. Il brutto è che si intitola In nome di Marco. Così da giorni in rete si fa confusione, con segnalazioni che  citano il libro Rizzoli usando la copertina dell’altro, quello di Ediciclo.

Qui bisogna intendersi: nulla vieta che ci siano titoli simili (o identici addirittura) a distanza di tempo. Va dove ti porta il cuore ha avuto sedici “iniziative editoriali” prima di diventare il fortunatissimo titolo della Tamaro, ma il buon gusto (e la decenza) vietano le malaccorte sovrapposizioni. A meno che non vinca la logica del più forte, che si impone in nome di una diversa e maggiore notorietà o capacità distributive. Anche perché in un Paese litigioso come il nostro si finisce presto per avvocati e sappiamo anche come è andata quando Davide ha sfidato Golia.

Ribalderie ne avevamo già viste parecchie. Le piraterie ci mancavano.

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