Pali e traverse intelligenti

Sono quelli di San Siro che vedendo arrivare un pallone nemico si spostavano durante Italia-Germania per favorire un incerto Buffon, ma in Brasile non ci saranno a conforto della difesa che fa acqua

Caro direttore,

non credere che io sia fissato o lo faccia per partito preso, ma mi convinco sempre di più che Prandelli, oltre a preoccuparsi di come sfruttare quel fenomeno di nome Balotelli, croce e delizia di tutti quanti hanno dovuto gestirlo, dovrebbe rivedere anche altre certezze.

 

La difesa, soprattutto. Sì, la difesa mi sembra molto lontana dalla tradizione azzurra. Una volta era proverbiale la sua impermeabilità, farci un gol ai tempi di Zoff, Gentile, Cabrini…, e prima ancora Albertosi, Burgnich, Facchetti… era per tutti un’impresa. Oggi è diventato facile. Ci fanno gol tutti. L’abbiamo visto alla Confederation Cup giocata in Brasile in giugno, abbiamo avuto la conferma nelle partite di qualificazione ai prossimi mondiali e l’ennesima conferma è venuta l’altra sera con la Germania che non ci ha fatto neri soltanto perché al Meazza di Milano ci sono i pali e la traversa intelligenti, che si spostano quando vedono arrivare un pallone nemico.

 

E allora, visto che i pali intelligenti  ci sono soltanto a Milano e non certamente in Brasile, bisogna correre ai ripari. Magari studiando un modulo più adatto alle caratteristiche dei vari Chiellini, Barzagli e chi altro giocherà, ma valutando con serenità anche la forma degli uomini stessi.

 

Ed eccoci al punto. L’ho già detto altre volte e lo ripeto. Fossi in Prandelli mi guarderei in giro alla ricerca di un eventuale sostituto di Buffon. Il capitano non è più quello di una volta, bisogna avere il coraggio di dirlo. In gennaio compirà 36 anni e non si può dire che non li dimostri. Tutte quelle primavere gli pesano eccome sulle spalle e suoi riflessi. Una volta Gigi era il re dell’area e una saracinesca tra i pali. Oggi è un portiere come tanti, con le sue insicurezze e  i suoi errori, ahinoi, sempre più frequenti.

 

“Daremo il meglio durante i Mondiali perché siamo animali da torneo” ha detto l’altro giorno per giustificare il periodo opaco della Nazionale e suo. È probabile che sia vero, ma non lo trovo comunque confortante e in ogni caso ogni volta che lo vedo in TV Buffon mi sembra più l’accompagnatore della squadra che il capitano. Come se avesse preso il posto di Riva.

 

Spero di sbagliarmi, direttore. Ma intanto, se fossi Prandelli,  darei un occhio a Sirigu, che sta facendo una preziosa esperienza internazionale nel Paris St. Germain di Ibrahimovic. Diciamo che alla prima occasione buona lo farei giocare, lui, non Marchetti che sappiamo già quanto vale (non moltissimo). Lo butterei nella mischia così, per vedere e per non farsi trovare impreparati fra un anno in Brasile.

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