Per non smettere di credere

 

Guardando il film “Il Mundial Dimenticato” mi sono ritrovato in un mondo che mi appartiene e in cui, credo, in molti possono riconoscersi. In particolare noi di Sportivamente Mag.

Per amici, conoscenti, passanti che si fermano e mi chiedono cosa sia la nostra rivista online, ho una risposta precisa: guardate quel film.

Esce nelle sale oggi, venerdì 1 giugno.

Vi troverete l’essenza dei tanti perché grazie ai quali lo sport può ancora emancipare un uomo, un popolo, un’idea.

Rintraccerete i sognatori alla Soriano, pronti a sfidare tutti i poteri e tutte le avversità per realizzare un’idea che possa dare speranza. “Il Mundial Dimenticato” è una storia affascinante che parla di amore per il calcio e di amore per le persone.

Non faticherete a individuare i forti che sfoggiano solo arroganza e risvegliano in me il ricordo di un nonno, il mio, che nei momenti di stanca in cantiere mi apostrofava con “svegliati che arrivano i tedeschi” e io mi riprendevo dall’assopimento, incredulo. Pensandoci, un buffetto sulla nuca non avrebbe avuto lo stesso effetto. Facendogli il verso, allora fra me e me canticchiavo la canzone di Cochi e Renato che fa così: “poi sono arrivati i tedeschi e han spaccato giù tutto”.

Non mancano, nel film, i deboli e i perdenti: la loro pazienza, la loro umiltà non equivalgono a rinuncia o rassegnazione. Ci mettono solo più tempo ma non dimenticano mai di far valere i loro diritti.

Nel pianto del calciatore italiano dopo settant’anni di attesa ho ritrovato tutti i drammi del secolo veloce, il Novecento, e quell’emozione vale una lezione di storia.

Se vi va potrete fare un gioco, cercate un filo conduttore tra queste parole: William Budd Cassidy, gioco barocco, conte Oz, stile infantile, Rimet, il centravanti che fa ridere. È come se aveste già scritto un racconto.

Leggi anche:

Bici “vietate” ai minori
Ludovico Chiorri pt.1 - Quel canestro che strega
Merckx, replica di uno sprint
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: