Povero Brunel, oggi ti hanno tradito

Sette mete a tre per i Wallabies (50-20 il finale), esordio amaro per l'Italrugby a Torino nel primo dei test match autunnali

Il game plan del ct francese era ottimo, come hanno evidenziato i primi minuti in campo degli azzurri: uso limitato del piede per evitare contrattacchi, precisione nei piazzati, ricerca del gioco alla mano per sorprendere la linea di trequarti australiana.

Ne scaturisce un ottimo 10-0 al 12′, cinque punti di Di Bernardo in piazzola e una galoppata di McLean partita nei nostri 22 e conclusa in meta grazie alla complicità di Benvenuti e della nostra apertura. Il precedente errore di Cooper (calcio fuori al 6′, sul 3-0 per noi), sommato alla nostra segnatura ha riportato un po’ tutti alla sfida di febbraio con la Francia.

Non ci siamo illusi, sia chiaro, ma essere oltre il break con l’Australia non capita tutti i giorni. Purtroppo poi è iniziato un incubo infarcito di indisciplina – anche se l’arbitro Poite ci ha messo del suo – errori banali che ci avrebbero consentito di rimanere in partita (Di Bernardo, due volte, al 34′ e al 39′ ha sbagliato punizioni sui 15 e al centro) e una progressiva lentezza nel riposizionarci. Così, con calma, come fossimo sulla graticola, Cooper e compagni ci hanno rosolato senza pietà: è bastato muovere bene la palla, riciclare tutto il riciclabile (Falau mostruoso sulle palle alte) e battere sistematicamente il proprio avversario diretto.

Via via chi aveva ben impressionato si è fatto risucchiare nella mediocrità: Benvenuti si sognerà Cummings (Man of the match e autore di 2 mete), Sarto ha peccato di inesperienza, mentre Di Bernardo dovrà imparare il significato di “gioco tattico al piede” altrimenti rimane uno con la pedatona e basta; la mischia, infine, è bene che prenda velocemente le misure dei nuovi ingaggi perché, ahinoi, al momento non c’è una piattaforma di gioco su cui possiamo puntare a occhi chiusi – dato che la touche gioiello di qualche anno fa oggi non si è vista.

Chiave di lettura

Oltre agli errori dei singoli, che ci possono stare avendo affrontato chi ha segnato, a Dunedin, 4 mete agli All Blacks qualche settimana fa, va evidenziato il gioco “sporco” dei wallabies: su ogni contrattacco i blocchi sulla salita della nostra difesa dalla tribuna apparivano palesi; l’onnipresente flanker Hooper era sistematicamente in fuorigioco; Kuridrani, con la scusa della difesa rovesciata, idem. Senza dimenticare i corridoi stretti in rimessa – penalizzati solo una volta dal miope Poite – che facilitavano malizie di ogni tipo, tra cui l’impossibilità di portare l’ovale a terra in tranquillità. Ci piacerebbe, con calma, vedere fare lo stesso ai nostri. Non perché sia giusto, perché la crescita passa anche da queste cose.

Buone notizie
- Ha esordito Tommaso Allan, mezzo scozzese, ora a Perpignan. Non ha fatto molto – è entrato a partita compromessa – ma ha segnato la meta del 20-50.

- Positivi gli ingressi nel secondo tempo dei senatori Ghiraldini e Cittadini, entrambi reduci da qualche problema fisico e familiare.

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