Il calcio dei piccoli, secondo Benitez

L’età per cominciare la pratica del pallone nelle valutazioni del tecnico del Napoli, questa volta nel ruolo di educatore e attento pedagogista

Dibattito sempre acceso, quello che riguarda l’età giusta per cominciare uno sport, con uno spartiacque ben preciso, fissato intorno ai 10 anni, quando il momento esclusivamente ludico può concludersi e si può avviare l’età delle responsabilità, collegate alla preparazione, all’agonismo, allo sport proprio degli adulti.

Rafa Benitez, attuale allenatore del Napoli, richiesto di dire la sua in tema di calcio e dell’età per cominciarlo seriamente, non si esime dal citare la tedesca Liselott Diem, pedagogista che a metà del Novecento affermava che “una persona diventa compiuta in base a quel che è stata la sua infanzia”. E ancora, la Diem sosteneva che i primi tre anni di vita “segnano l’esistenzza di ciascuno di noi, in quanto periodo in cui si sviluppano le capacità di osservazione, migliora la coordinazione e il senso di equilibrio”.

Benitez fa proprio un altro assunto della Diem convinta che “la migliore età per acquisire le abilità fisiche vada dai 3 ai 10 anni, un periodo nel quale si suggerisce ai ragazzini di praticare attività motorie le più varie, sperimentando quel che gli va, senza imposizioni”.

Il calcio, Benitez non lo dimentica, è particolare perché non vanno dimenticate le capacità dei ragazzini in riferimento all’età. Benitez fissa un possibile inizio a partire dai 7 anni quando “il bambino può avere momenti di applicazione per una singola attività, ma tende decisamente a cambiare frequentemente idea”.

Gli 8 anni sono un’età importante “perché la propensione del bambino a imparare nuove tecniche si incrementa. Ragazzini e ragazzine si divertono a giocare a calcio, ma occorre un arbitro per disciplinare le intemperanze, per convincerli a rispettare le regole”. Verso i 9 anni i bambini “amano mettersi in discussione. Se qualcosa li attrae tenderanno a praticarla assiduamente per misurarsi con le proprie abilità, per padroneggiare la situazione. Il bambino è un allievo curioso e ama mostrare quello che ha imparato”.

A 10 anni un ragazzino “trova piacere nella fisicità, nel muoversi, si realizza, apprende il valore di un team, predilige il gruppo. Padroneggia ulteriormente le proprie abilità”.

Benitez poi fa riferimento a Nicole Comuci, psicologa, che considera i 10 anni l’età ideale perché interviene la pubertà, che coincide con la formazione dei muscoli a seguito della crescita delle ossa. Benitez ritiene che ”iniziare a 9 anni possa essere una buona idea, fermo restando che le attitudini, il talento, possono essere già evidenti”.

di Gianni Poli

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