Zanardi, finalmente per partecipare

Negatagli l’handbike per il secondo anno consecutivo, Alex si divertirà a gareggiare nella Maratona di New York con la “chair olimpica”, attrezzo che altri padroneggiano molto meglio di lui. Ma non aspettatevi un piazzamento nelle retrovie, non è da lui

Alex Zanardi è a New York, anche se già lo scorso anno gli hanno detto senza mezzi termini “stattene a casa, non vogliamo gente come te che in handbike va troppo forte su tutti i terreni, ma soprattutto in discesa, dove sei un pericolo per te e per gli altri concorrenti”. Alex rispose con un sintetico “non capisco”. Come ricorderete, il destino volle che la ING New York City Marathon venisse annullata a 36 ore dal via a causa dell’uragano Sandy che fece danni a dismisura.

Anche quest’anno gli organizzatori di New York hanno respinto la sua iscrizione con l’handbike , il mezzo che gli è valso una medaglia d’oro paralimpica a Londra 2012. La motivazione? Alla patetica giustificazione dello scorso anno hanno aggiunto un appunto cronometrico: “Chi ha il primato della corsa, chi si esprime in meno di 1 ora e 14 minuti, può far del male a sé e agli altri”.

Come se non sapessero che anche gli altri vanno sempre a tutta, non solo in discesa, proprio perché l’handbike ha in dotazione il cambio di velocità, rilanciabile secondo necessità (e forza nelle braccia). Come se, oltre alla potenza, a nulla valessero la tattica di corsa e la perizia di guida.

Avessero detto che non erano ammessi gli ex-piloti di auto di grossa cilindrata, avrebbero fatto miglior figura. Gli organizzatori, i censori a sproposito.

Pazienza, si è detto Alex, anche se Madre Natura quella dote non gliel’ha fornita, vorrà dire che mi iscriverò con la sedia a rotelle, modello olimpico, che prevede uno sforzo ben diverso, basandosi sui cerchioni cui dare spinte ben ritmate. Si è allenato specificamente nell’ultimo mese, ma sa che non può competere con i grandi della specialità, quelli che la chair la manovrano da anni con grande valentia.

Così, dopo anni in cui gli sembrava una frase senza senso, Alex ha finalmente pronunciata le parole fatidiche: “Per una volta gareggerò senza ambizioni di successo, soltanto per partecipare”.

Chi si immaginasse uno Zanardi nelle retrovie, domenica a New York, è fuori strada. Andrà meno forte di altri, tutto qui. E potrà, nel post evento, rifarsi con il suo amico Joe Bastianich. Lo chef più noto della Grande Mela è infatti a disposizione dei maratoneti  con la complicità del Grana Padano (sponsor anche di Alex Zanardi) e si esibirà in una serie di “esperienze gastronomiche” che riserverà agli atleti – tutti sono atleti, domenica a NYC – al termine della loro fatica. Tutto questo presso Eataly, la creatura di Oscar Farinetti, al numero 200 della 5th Avenue.

di Gianni Poli

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