NBA nei pressi di Miami

Riparte questa notte nel segno di LeBron James la stagione del basket Usa che vedrà i San Antonio Spurs col dente avvelenato nei confronti degli Heat, potenziati dal figliol prodigo Mike Beasley e dal ritrovato Greg Oden. Quattro gli italiani tra cui la novità Datome

Ci eravamo lasciati con LeBron James e i suoi Miami Heat di nuovo sul tetto dell’NBA dopo aver vinto per 4-3 le Finals contro i San Antonio Spurs. Stanotte la stagione NBA riparte con tante novità, ritorni illustri, diverse scommesse ma la certezza è sempre la stessa dell’anno scorso: Miami è la squadra da battere.

 

I CAMPIONI

Malgrado un tetto salariale al limite gli Heat hanno comunque messo a segno dei colpi di mercato molto importanti come i preziosi rinnovi di Mario Chalmers, di Chris “Birdman” Andersen e del cecchino veterano Ray Allen; ma la lente d’ingrandimento sarà sulle due scommesse che Pat Riley si è giocato questa estate, il ritorno del figliol prodigo Mike Beasley (fu 2^ scelta assoluta al Draft 2008, ndr) e di Greg Oden, rimasto fermo quasi 2 anni per via delle maledette ginocchia, centro che in buona condizione fisica è in grado di sfornare doppie-doppie e di dominare il pitturato.

Dwyane Wade ha sfruttato l’estate per curarsi le ginocchia e, stando alle parole dell’amico LeBron, lo vedremo più pimpante che mai, per quel che invece riguarda il #6 nonché 4 volte MVP bastano le sue parole a demotivare gli avversari: “Non sono ancora soddisfatto del mio gioco”.

L’obiettivo è il “Three-Peat”, il 3° titolo consecutivo, gli Heat partono motivatissimi per quella che potrebbe essere l’ultima stagione dei “Three Kings” visto che a giugno 2014 quasi tutta la squadra sarà free-agent.

 

LE SFIDANTI IN CASA

A East sulla carta i rivali numeri uno di Miami sono gli Indiana Pacers di quel Paul George ormai divenuto realtà dell’NBA ma tutti gli occhi saranno rivolti a Chicago dove, dopo un anno di stop, Derrick Rose è tornato a giocare e in pre-season ha fatto vedere che non ha perso lo smalto degli anni d’oro; coach Tom Thibodeau è una solida certezza come l’infinita energia e leadership di Joakim Noah, solito punto interrogativo il supporting-cast. Indiana e Chicago tra l’altro militano nella stessa Division, quindi aspettiamoci scintille come quelle che ci regalarono ai Playoffs del 2011.

Poi ci sarebbero le due di New York, i Knicks e i Brooklyn Nets che pare siano più interessate a farsi guerra tra di loro per il predominio del territorio che a pensare ad una stagione non così facile per entrambe; Carmelo Anthony ha deciso che lascerà la Grande Mela la prossima estate e conoscendo il clima del Madison Square Garden difficilmente gliela faranno passare liscia, il tutto in una squadra che può esplodere/implodere in qualunque momento della stagione. Se le si accostasse una canzone “Welcome To The Jungle” dei Guns N’ Roses calzerebbe a pennello.

I Nets sono stati la franchigia regina del mercato estivo portando a casa due veterani di lusso come Paul Pierce e Kevin Garnett e scommettendo in panchina su Jason Kidd, la squadra sulla carta può fare bene ma potrebbe anche implodere visto le forti personalità presenti nello spogliatoio.

Detroit può essere la mina vagante ma molto dipenderà da come coach Mo Cheeks gestirà il super pacchetto di lunghi (Josh Smith, Greg Monroe e Andre Drummond) a disposizione.

 

Il SELVAGGIO WEST

Il titoletto è un po’ banale ma effettivamente quest’anno la Western Conference è una bella ressa con 4/5 squadre potenzialmente da 1° posto; mai dare per morti i San Antonio Spurs dei “Tri Amigos”, a Oklahoma City Kevin Durant aspetta il ritorno di Russel Westbrook per puntare di nuovo in alto, Chris Paul ha ottenuto quello che voleva e adesso i Clippers non hanno più scuse.

Abbiamo citato 3 squadre ma le prossime due potrebbero davvero scombussolare l’Ovest e candidarsi a serie rivali per la conquista del titolo; i giovani ruspanti Golden State Warriors del magnifico Stephen Curry, squadra giovane, dinamica, veloce con un allenatore/reverendo che sa l’affare suo e con un anno di esperienza in più, e gli Houston Rockets.

A Houston sono riusciti nell’intento di portarsi a casa Dwight Howard, reduce da una stagione incubo con i Lakers pronto a riscattarsi in una franchigia ambiziosa e senza la pressioni che presenzia costantemente Hollywood; James Harden ha dimostrato che può essere un leader e personalmente lo metto tra i candidati al trofeo di MVP, LeBron permettendo.

E i Lakers? Bè, si aspetta con ansia il ritorno di Kobe Bryant e si lavora già per la prossima estate, sicuramente il “Black Mamba” qualche emozione ce la regalerà soprattutto dopo la provocazione della ESPN che lo ha messo al 25° posto nella Top 500 2012/13, ma complessivamente questa stagione è da considerarsi di transizione.

 

ITALIANI

Non 1, non 2, non 3 ma ben 4 portacolori quest’anno in NBA grazie all’arrivo di Gigione Datome ai Detroit Pistons; per l’ex Roma l’avventura è iniziata con un infortunio che lo sta ancora tenendo fermo ai box. Grande l’occasione per Marco Belinelli che dopo una stagione da protagonista a Chicago è approdato dai vice-campioni dei San Antonio Spurs alla corte di coach Gregg Popovich che già ha visto le potenzialità dell’ex Fortitudo.

Il gallo sta lavorando per poter tornare e si spera in dicembre come mese del rientro nei nuovissimi Nuggets, infine Andrea Bargnani finito nella giungla di New York…incrociamo le dita!

 

NUOVE LEVE

Il Draft 2013 è stato indeciso come no se ne vedevano da anni, il favorito alla prima scelta Ben McLemore è scivolato in basso e per sentire il suo nome ha dovuto attendere la 7° chiamata, molta fiducia è stata data a Anthony Bennett che a sorpresa è stato chiamato proprio con la 1a scelta assoluta dai Cavs. Noel penalizzato dal brutto infortunio al ginocchio andrà a fare un anno di riposo a Philadelphia. Shabazz Muhammad ha visto le sue ambizioni calare dopo i vari scandali che lo hanno accompagnato per tutta la stagione con i Bruins ha giocato una pre-season al di sotto delle sua aspettative con poco più di 4 punti a partita.

Bennett ha già fatto vedere qualche spunto interessante anche sotto canestro con due partite da 10 rimbalzi in pre-season oltre ad un buon tiro da 3 che non ha risentito della distanza maggiore rispetto alla NCAA.

 

Programmazione SKY Sport

• Martedì 29 ottobre ore 1.00 Miami vs Chicago

• Giovedì 31 ottobre ore 1.00 Chicago vs New York

• Venerdì 1 novembre ore 1.00 Brooklyn vs Miami

• Domenica 3 novembre ore 2.30 L.A.Lakers vs Atlanta

 

di Francescomatteo Bertoli con la collaborazione di Stefano Bei.

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