I caschi che non tutelano

Abbiamo già affrontato il tema degli infortuni subiti dai giocatori di football americano e della vertenza contro le società per i danni da lesioni cerebrali dovuti ad impatto. La controversia è tutt’ora in fase di valutazione da parte degli organi di giustizia statunitense, in particolare del giudice Anita Brody. Le società NFL chiedono che le cause vengano cancellate. Ci vorranno molti mesi prima che venga emessa una sentenza.

L’argomento è molto complesso , ma conoscendo il sistema accusatorio americano sarà difficile per NFL chiamarsi fuori totalmente. Nello svolgimento della causa verranno coinvolti diversi soggetti, tra i quali i produttori dei caschi. E sapete come questi hanno reagito? inserendo in ogni casco una avvertenza applicata sul retro del casco. Questa.

In sostanza dice: nessun casco può proteggere da seri danni al cervello o al collo, incluse paralisi o morte. Per evitare questi rischi NON GIOCARE A FOOTBALL.

La soluzione proposta, a una prima lettura, sembrerebbe assurda, potrebbe rientrare nella linea guida di cui si e’ accennato per identificare il ruolo del Risk Manager… vale a dire: ELIMINARE IL RISCHIO.

Eliminiamo il football ed eliminiamo gli infortuni…

Essa invece è motivata dal  meccanismo di funzionamento del sistema legale circa la responsabilità del produttore che in USA ha come elemento cardine l’inversione dell’onere della prova, vale a dire che è il produttore a dover provare di non essere responsabile e quindi deve porre i necessari avvertimenti sulla pericolosità del prodotto.

La formulazione di questi avvertimenti è disciplinato in gran parte da avvocati, ingegneri di prodotto e le organizzazioni che creano gli standard di sicurezza che i produttori di caschi devono seguire, oltre al Comitato Operativo Nazionale relativo alle norme sulle attrezzature sportive, o NOCSAE.

I produttori del casco seguono un modello di avvertimento tramite etichette. Rawlings, che ha iniziato a fare i caschi di gioco del calcio, tre anni fa , ha adottato il linguaggio di Schutt nei suoi avvertimenti. Altre aziende, tra cui Riddell, il più grande produttore di caschi, fornitore ufficiale della NFL, si fermano a suggerire che i giocatori più esposti al rischio debbono rinunciare allo sport. 

La chiarezza di queste “avvertenze” è stata il centro di un recente caso in Colorado. La Riddell è stata condannata al pagamento di 3.2 milioni di dollari per un trauma serio a un giocatore di un college per non aver adeguatamente informato i giocatori sul pericolo di eventuali traumi cranici. La Corte di giustizia ha rilevato anche la negligenza di allenatori, genitori e atleti nel saper riconoscere e trattare i traumi cranici.

Touch down!

 

di Maurizio Castellari

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