Bridge – Punteggio e valutazione della mano (Parte 1)

Il punteggio è solo un simbolo numerico che tenta di esprimere nel miglior modo possibile il valore degli onori e il relativo rapporto fra i valori stessi: in sostanza è solo uno degli elementi di controllo e di riferimento del valore di una mano.  Il valore numerico, a sé stante, ha prevalente valenza regolamentare nel senso che, con il vigente regolamento, con meno di 8 punti onori non si può aprire.

Valore di controllo, quindi, perché senza un certo numero di punti onori non si può, ne si dovrebbe, aprire ed è consigliabile una valutazione globale della mano anche per l’altro tipo di dichiarazione: gli interventi.

Vediamo subito un esempio pratico di riferimento che chiarirà le idee. Voi avete queste due mani e io vi chiedo: potendo scegliere quale scegliereste?

Certamente optereste per la prima delle due mani proposte e se vi chiedete il perché capirete subito perché i punti onori sono solo uno dei valori di riferimento per una corretta valutazione della mano.

Nella prima mano ci sono due prese e mezzo in valori di controgioco costituiti da ben 5 mezzi controlli: 2 Assi e 1 K. Nella seconda mano nessun mezzo controllo e delle combinazioni di Q-J che prendono dopo, se ci riescono, alle prese vincenti dei relativi A e K nel medesimo colore..

E’ banale ricordarlo, ma giocando ad esempio a senza atout, un A secco prende sempre e comunque, mentre un K secco, a meno che di fronte non abbia la relativa Q, non prende certo perché viene fagocitato dallo squalo A in mano alla linea avversaria.

Tuttavia la realizzazione dei vari contratti è legata oltre alla presenza degli onori anche dai valori di carte giocabili nelle due mani. Si può quindi affermare che con un determinato punteggio, corrispondente a un certo numero di onori, si realizza di norma un determinato contratto. Ma lo stesso contratto, con una migliore distribuzione e con le giuste carte chiavi necessarie, è più facilmente realizzabile.

Questo caso limite che ho già pubblicato il 2 ottobre scorso ne è una pratica dimostrazione. La mano del giocante e del morto sono:

Nord apre di 1SA e Sud chiude a 3SA. Dichiarazione tecnicamente ineccepibile, con 26 punti onori in linea, la copertura in tutti i colori la licita di 3SA è obbligatoria anche se, cin quelle carte, spesso non li faremo proprio. Se ci sfondano a Cuori dobbiamo passare dai due pezzi alti di Fiori e con il K♠ come sempre fuori impasse, molte volte non riusciremmo a realizzare il contratto.

Ma per capre la differenza fra il valore numerico dei punti onori e la distribuzione, vediamo un secondo esempio dove, con un valore numerico inferiore, ma una distribuzione superiore è più facile realizzare 3SA.

In questo secondo esempio si va down, solo trovano la 3-0 a ♥ e il colore di ♣ quinto con 100 di onori nella stessa mano che sarà quello del giocatore che deve attaccare. Cioè stiamo giocando un contratto con 19 p.o., contro i 26 punti onori del primo esempio, è una probabilità di riuscita superiore all’82%. Che noia, ancora percentuali statistiche!

Questo significa che una differenza anche pesante di punteggio viene abbondantemente compensata da prese realizzabili e dalle carte di controllo A e K utili.

Lo scopo dunque di un qualunque sistema dichiarativo deve essere quello di accertare e di conseguenza accettare, come concetto di base:

 

         A) Il punteggio     B) Le lunghezze dei colori        C) La presenza dei controlli

In merito al punto C) ricordiamoci che la consecutio delle prese vede prima l’Asso, poi il K, quindi (speriamo) la Q e infine il J. Siamo quindi in  presenza di tre elementi dei quali uno solo costituito dal fattore numerico dei punti onori e che hanno a seconda delle circostanze una minore o maggiore importanza, l’uno rispetto agli altri, durante quella parte di gioco anticipato che è la dichiarazione.

E’ ovvio che il fattore numerico del punteggio è quello che ha maggiore importanza, nelle mani bilanciate con gioco adatto ai senza atout dove la scala classica del Milton Work spadroneggia, per praticità e comodità di calcolo al tavolo.

Poiché il totale dei punti MW è fisso, 40, è abbastanza semplice in molti casi localizzare in mano avversaria i punti mancanti, a seconda delle licite avversarie.  Un esempio di assoluta banalità, ma che rende chiaro il concetto, che già chiaro lo è di per sé, è questo. Est apre e Nord-Sud che hanno in linea 27 punti onori, si aggiudicano il contratto finale, supponiamo, di 3SA. Il giocante sa perfettamente dove sono piazzati i 13 punti mancanti: in Est che ha aperto. Il rapporto punti onori Milton Work, 4-3-2-1, non è invece esatto, in assoluto, nelle mani sbilanciate e quindi la valutazione di una qualsiasi mano deve essere compensata, per rendersi valida, con i valori di distribuzione.

Questi valori, di fatto, non possono essere dissociati dal punteggio numerico perché la forza della mano è data dal loro complesso e devono essere valutati a parte e con misura diversa. E per misura diversa intendo se abbiamo una 5-5- fittata col compagno la misura è una, ma se abbiamo una 5-.5 in doppio misfit col compagno è ovvio che la valutazione assume ben altro aspetto.

Il valore degli onori, fattore numerico fisso, non può cambiare, ma le lunghezze, le possibili concentrazioni di onori e le ripartizioni degli onori stessi e la loro collocazione non possono essere quantificati, nemmeno in via approssimativa, con un valore totale fisso. In effetti si può al massimo attribuire in avvio di licitazione e per ogni singola mano, un valore addizionale, che può essere sia positivo che negativo in caso di misfit che si somma momentaneamente a quel valore numerico del punteggio, senza ovviamente influire sui 40 punti totali della scala MW.

Se ne conclude che i valori i valori di punteggio e quelli di distribuzione non sono termini di una stessa somma.

Vediamo un paio di esempi.

Entrambe le mani valgono 9 punti onori, ma valutando la distribuzione, valore aggiunto che può essere positivo o negativo, a seconda del fit o misfit del compagno sono mani che valgono a priori 13 punti, senza con questo aver portato il totale dei punti MW a 44!

Sono 9 punti onori che, con l’integrazione che poi vedremo come si deve calcolare, valgono 13 punti. Ma la seconda vale più della prima: Come mai? Nella prima abbiamo i due colori maggiori, mentre nella seconda abbiamo  i due colori minori, con la stessa figura e gli stessi onori. E, consentitemi, fra avere i maggiori e i minori, la differenza a bridge è notevole. E ancor siamo nel campo della sensibilità di valutazione.

La integrazione è dunque esprimibile, sia pure con una certa approssimazione ( e qui sta la differenza fra la sensibilità del bravo giocatore e del giocatore medio) in termini numerici. Questo solo in via teorica e in attesa che la dichiarazione ci faccia capire se siamo in presenza di fit (valutazione positiva dei punti in termini di distribuzione) o in misfit (valutazione negativa dei punti in termini di distribuzione).

Se con queste carte

♠ A 3 2       ♥ A Q J 8 6              ♦ 8         ♣ 9 6 5 3

Noi apriamo di 1♥ e se il nostro compagno ci risponde 2♣ è evidente che la nostra mano di rivaluta, fit nel colore laterale, mentre se ci risponde con 2♦ è altrettanto evidente che la nostra mano si svaluta, misfit nel colore laterale del compagno.

E così, vedendo la stessa situazione dalla parte del rispondente, se con queste carte

♠ Q 9 5       ♥ 8           ♦ K J 9 7 6            ♣ 7 6 4 3

vede il partner aprire di 1 ♦, ecco che la sua mano assume l’aspetto di un discreto valore, mentre se il partner apre di 1♥ la situazione è esattamente agli estremi opposti di un bel misfit sul colore, secondo i sistemi odierni, quinto del compagno la stessa mano che prima piaceva, ora non vale quasi niente. Non sarebbe certo una bestemmia bridgistica pensare seriamente a un bel passo, avvisando il compagno che c’è crisi di fit.

Facciano ora le stesse considerazioni su apertura della linea avversaria. Voi avete

♠ 6 5           ♥ A 9 7 5 2       ♦ K Q J 7        ♣ K 8

Se l’avversario alla vostra sinistra apre di 1♥ il valore della vostra mano   decresce visibilmente, perché avete i vostri valori sono sottoposti ai valori dell’apertore di sinistra, mentre se è l’avversario di destra che apre di 1♥ il valore complessivo delle vostre carte perde valore almeno sotto il profilo di un eventuale attacco, con i punti alla vostra destra.

E ancora, sempre in termini di valutazione dopo la vostra apertura – ricordate i valori di valutazione da positivi a negativi – in un colore lungo, il fit del compagno svaluta in termini di difesa la vostra mano; un K in un colore dichiarato alla vostra sinistra, perde quasi totalmente valore, tenuto conto che probabilmente sarà preda sottoposta al fianco sinistro.

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