Vi dice qualcosa Pizzowhat?

Sì, proprio Orlando Pizzolato, due volte consecutive a segno nella Maratona di New York, la prima – il 28 ottobre 1984 - da perfetto sconosciuto. Di qui il soprannome, molto interrogativo

Il primo atleta italiano ad aver vinto la prestigiosa maratona di New York è un vicentino di Thiene: Orlando Pizzolato. Un nome divenuto poi notissimo  in Italia anche perché la sua voce ci accompagnava durante le maratone quando le Rai le trasmetteva. Ora le maratone sono scomparse, il servizio pubblico, di questi tempi molto privatizzato, non le contempla più (“troppo costose”, dicono, in realtà “poco seguite, non fanno ascolto”).

Il nome di Pizzolato figura peraltro sulla rivista specializzata “Correre” di cui è direttore. Lo affianca un bravo giornalista, Daniele Menarini, nel ruolo di condirettore.

Pizzolato la maratona di New York l’ha vinta due volte consecutive, nell’84 e ’85. Poi sono arrivati altri grandi e grandissimi protagonisti: Gianni Poli (vincitore nel 1986), Gelindo Bordin e Stefano Baldini che New York non l’hanno mai vinta ma sono stati ori olimpici, il primo a Seul 1988, il secondo ad Atene 2004.

Di quel debutto vincente di Pizzolato a New York c’è un ricordo spassoso, legato al suo cognome, sconosciuto ai giornalisti di tutto il mondo che si affannavano in sala stampa chiedendo ai colleghi italiani: “Pizzowhat?”. Pizzo che cosa? Forse per loro il pizzo era la tangente di mafia. L’anno dopo, al bis, sapevano già cosa scrivere, avevano imparato a conoscerlo.

La sua amica e collega Laura Fogli, una che di maratone se ne intende, ha un bellissimo ricordo di quel 28 ottobre 1984: “C’ero anch’io. Lui sul gradino più alto del podio, io terza. Facemmo una bella festa a casa Italia. Tra me e Orlando c’è un anno di differenza: lui del ’58 io ’59. Un atleta di classe purissima, cristallina. Non fu una vittoria annunciata, anzi. Ecco perché, per tutti noi fu una piacevolissima sorpresa. Ricordo una giornata caldissima e molto umida. Orlando si fermò 5 o 6 volte. Poi vinse con intelligenza. Ci sentiamo e ci vediamo spesso, prima compagni d’avventura sulle strade di mezzo mondo e adesso colleghi al microfono, quando capita”.

La carriera di Pizzolato non si è fermata ai due trionfi consecutivi a New York ma è andata oltre. Basta ricordare l’argento agli europei di Stoccarda ’86, alle spalle di un altro grande azzurro, Gelindo Bordin.

Chiuso il periodo agonistico, Pizzolato è entrato nell’ambiente dell’atletica leggera alla grande, diventando un tecnico apprezzatissimo, tanto che prepara tabelle di allenamento per amatori e ha scritto libri di carattere tecnico, veri e propri manuali per chi intende dedicarsi a questa disciplina.

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