Buoni pensieri per Gianni Mura

Auguri per i 68 anni di un amico di vecchia data, li compie oggi

Oggi è il 9 ottobre e compie 68 anni Gianni Mura, un amico di vecchia data che si avvia al mezzo secolo di giornalismo, avendo cominciato a scrivere prestissimo. In Gazzetta era la mascotte: diciannovenne, 60 chili in meno, una grande passione per la musica, la cucina e lo sport, era già inviato al Giro d’Italia, quello stravinto da Vittorio Adorni. Anno di molta grazia per il nostro ciclismo: ad Adorni il Giro, a Gimondi il Tour. Lui alle prese con le interviste del dopocorsa ai gregari. A Bruno Raschi, il divino, toccava l’editoriale. Al buon Rino Negri la cronaca e le interviste ai protagonisti. A Gigi Gianoli il colore. Li ho conosciuti tutti, qualche anno dopo. Questione di anagrafe.

Con Gianni ho trascorso il Giro più bello nel 1981. Lui scriveva per L’Occhio, diretto da Maurizio Costanzo, insieme a un altro amico, Sergio Meda, ora direttore di Sportivamentemag.

Al termine di ogni tappa aspettavo Gianni fuori dalla sala stampa, per ingaggiare con lui sfide quizzaiole: 3 domande su varie materie. Giocavamo a chi ne indovinava di più. Lui aveva partecipato, da giovane apprendista giornalista, al quiz radiofonico “Il gambero”, condotto da Enzo Tortora. Da esperto di musica classica si era portato a casa una Fiat 500. Io dovevo partecipare, durante quel Giro, al ‘Flash’ di Mike Bongiorno, l’ultimo suo quiz in Rai. E così ci esercitavamo.

Ricordo che mi intervistò, dedicandomi una pagina intera su L’Occhio. Il titolo: “Tutto il Giro d’Italia farà il tifo per Luciano Boccaccini”. La campionessa da battere era certa Mara Dalle Olle, graziosa hostess di Roma. Riuscii a batterla ma nel gioco finale del tris, ironia della sorte, Mike mi fece una domanda la cui risposta non era contemplata nella edizione economica della storia del ciclismo dell’amico Ormezzano, che avevo memorizzato. Si riferiva a una didascalia di una foto dell’edizione integrale. – Ai Mondiali di ciclismo di Liegi, 1930, vinse Binda davanti a Guerra. Chi fu il 3° italiano arrivato al 5° posto? Non risposi. Tutto da rifare. Era Allegro Grandi, e Mike, con fare beffardo, mi disse che purtroppo per me la cosa non era affatto allegra.

Di nuovo in cabina e la Dalle Olle rivinse. Festeggiammo ugualmente, con Gianni Mura, Mario Fossati e Ferruccio Berbenni, giornalista de La Notte, il quotidiano fondato e diretto da Nino Nutrizio. Una cena indimenticabile, in una antica osteria di Mantova.

Con Gianni mi feci una bella mangiata di pesce sul lungomare di Pescara. Quella sera giocava la Nazionale. Alla fine parrozzo e parrozzini per tutti. Sarei rimasto intere giornate a parlare con lui e fare giochi di parole. Con lui potevi affrontare qualsiasi argomento. Spesso faceva coppia fissa con Mario Fossati, un altro grande. A un Giro di Lombardia ebbi modo di conoscere anche Emanuela Audisio, altra brava giornalista di Repubblica. Un trio straordinario. Una volta Gianni ha scritto la prefazione a uno dei miei primi libri su Comacchio, chiudendo in questo modo: meglio fare che prefare…

Credo che Gianni Mura abbia fatto molto e stia facendo tantissimo alla causa di un giornalismo-verità, non fazioso e legato si soliti luoghi comuni. Lo fa da quasi 50 anni, regalandoci anche una rubrica, “cattivi pensieri” certo non in linea con lui, così buono d’animo e tutt’altro che parolaio.

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