Roma Settebellezze

Caro direttore,

una volta erano i sette colli (Quirinale, Esquilino, ecc….) e i sette re (Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio e gli altri). Oggi a Roma ci si gonfia il petto parlando di un altro sette, quello che indica i successi consecutivi in campionato. Sette vittorie su sette, ventuno punti, una roba mai successa in passato.

La capitale sogna. Totti corre come un ragazzino, Garcia ha la grinta e il fisico del condottiero, De Santis è una saracinesca e sembra un incubo l’esperienza vissuta con Zeman un anno fa. Zeman che lasciava fuori De Rossi, metteva Totti sulla fascia sinistra, lontano dal gioco, e se ne fregava della difesa prendendo gol a vagonate.

Quello era un incubo, quello odierno della Roma Settebellezze è un sogno. Se durerà o meno è impossibile dirlo. L’importante, come diceva Robin Williams, è cogliere l’attimo. Quell’attimo che è invece sfuggito a Inter e Milan.

I nerazzurri sono stati asfaltati dalla Roma, i rossoneri dalla Juventus e da Mexes. Sì, Mexes. Lo stopper francese ne ha fatte di tutti i colori. Falli, fallacci, proteste, fino alla sacrosanta espulsione che ha avuto solo il torto di arrivare tardi, perché Mexes doveva essere espulso già in precedenza, quando in piena area di rigore aveva rifilato un pugno a Chiellini.

Nessuno dei cinque o sei direttori di gara l’aveva visto e allora Mexes ha pensato che per farsi espellere doveva commettere un fallo in mezzo al campo, in buona vista. Così ha abbattuto Giovinco (e da quella punizione è venuto il terzo gol della Juventus), ha beccato il secondo giallo nell’arco di un baleno e finalmente ha lasciato il campo. Protestando.

Allegri alla fine l’ha giustificato. Dice che di pugni in area ne volano tanti. Sarà. Ma nel segreto degli spogliatoi, secondo me, il mister ha detto altro. Sì, perché l’impressione è che in casa rossonera siano in tanti ad avere i nervi a fior di pelle, non soltanto Balotelli.

Adesso vedrete che si ricomincerà a discutere sul futuro di Allegri, si metteranno sotto accusa i preparatori atletici per i troppo infortuni e via così per commentare un campionato che il Milan ha già concluso prima ancora di incominciarlo. Dopo sette giornate è in ritardo di 13 punti da Roma Settebellezze. Un gap obiettivamente incolmabile. Anche perché Zeman non abita più a Roma.

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