Bentornato Pepito

Giuseppe Rossi, venuto al mondo negli States ma con sangue abruzzese nelle vene, dopo le vicissitudini nel Villarreal ora fa sognare Firenze e si candida per il Mondiale brasiliano del 2014

Giuseppe Rossi, di professione seconda punta mancina, è stato uno dei colpi di mercato – a scoppio ritardato – della Fiorentina, capace di acquistarlo dal Villarreal quando il giocatore era rotto. “Pepito” Rossi a fine 2011 era fermo per una serie di infortuni che gli avrebbe precluso la partecipazione all’Europeo polacco-ucraino 2012. I Della Valle gli hanno dato tempo e modo di rimettersi in sesto (e in forma), e così Rossi ha debuttato con i viola nell’ultima giornata dello scorso campionato, gli ultimi 25 minuti contro il Pescara.

Storia movimentata la sua. Nasce il 1° febbraio 1987 in New Jersey da genitori d’origine italiana (nel più italiano degli Stati americani) e da subito s’innamora dello sport meno mediatico, e seguito, del panorama statunitense, il soccer. Inizia a tirare i primi calci a scuola, poi appena tredicenne lo vuole il Parma, allora una delle “sette sorelle” del calcio italiano, nelle sue giovanili. Vola in Italia. Ma le vicende tempestose della proprietà (i Tanzi, quelli di Parmalat) suggeriscono la cessione.

Si fa avanti subito una delle big europee (allora come ora), il Manchester United, che vede in lui il talento utile alla sua Primavera e, in futuro, alla prima squadra: Giuseppe Rossi è il primo giocatore italiano ad indossare la gloriosa maglia dei Red Devils. Di qui il soprannome  “Joe Red”, indosso la maglia di colore rosso con il numero 42. Rossi si fa subito notare e debutta sia in Premier League (con gol) sia in Champion’s League.

Ha bisogno di giocare e allora decidono di fargli fare le ossa in provincia. Lo danno in prestito al Newcastle nel 2006, con i magpies disputa una buona stagione e ritorna appetibile anche per le maggiori squadre italiane. Entra stabilmente nel giro dell’Under21 di Gigi Casiraghi.

Nel gennaio 2007 si apre il mercato invernale ed è lo stesso Parma, in disperata zona retrocessione, a cercare di rinforzare la squadre e l’attacco: riesce a farselo ridare in prestito. In sei mesi di campionato, Rossi salva il Parma realizzando nove reti. Nota di colore: gol al debutto in Inghilterra, gol al debutto in Italia. Chiude l’esperienza in Emilia con la media di 2.11 reti a partita. E lo schierano all’Europeo Under 21 in Olanda che vedrà gli “azzurrini” uscire già nel girone eliminatorio, anche se Rossi segna un gol. Ovunque giochi lui segna.

In base al contratto, il 30 giugno torna in Inghilterra. Il Manchester non lo può tenere e lo cede in Spagna a una simpatica squadra di provincia con la divisa gialla fluorescente che entusiasma tifosi ed addetti ai lavori, il Villarreal, il “sottomarino giallo”. Se fosse stato uno straniero e si fosse chiamato davvero Joe Red un posto da titolare in Italia lo avrebbe trovato, ma essendo italiano il suo destino è emigrare.

Nella squadra della Comunità valenciana Rossi da comunque il meglio di sé: gioca, segna, segna tanto, incuriosisce tutti per le sue doti balistiche condite da un fisico minuto. Nasce il mito di “Pepito”. Anche nella Liga segna al debutto. Nel 2008 partecipa alle Olimpiadi di Pechino con la Rappresentativa olimpica azzurra. Esordio con gol, al solito.

Nel 2008 realizza il sogno di ogni calciatore, giocare nella Nazionale maggiore. Marcello Lippi lo convoca per la Confederations Cup che anticipa il Mondiale sudafricano. Gioca da titolare la seconda partita contro la selezione del suo paese di nascita, gli Usa, e realizza la sua prima doppietta in maglia azzurra.

“Fisico minuto”, si diceva. Rossi in Spagna subisce diversi infortuni: nel novembre 2007 si gioca il menisco e si stira il crociato anteriore destro. Responso: quasi due mesi di stop. Nel febbraio successivo in Coppa Uefa si distorce la caviglia e non gioca per altre due settimane. Nonostante i due infortuni, chiude la stagione con 11 reti in campionato e porta il Villarreal a| secondo posto dietro al Real Madrid.

Rossi, inserito in una squadra dalla mentalità giusta, guidata da Manuel Pellegrini, con gente come Nihat, Riquelme, Marcos Senna e “Santi” Cazorla, mostra quanto vale.

In Spagna segna, fa segnare, stupisce. Nella stagione 2010/11 tocca l’apice, 32 i gol di cui 11 in Eurora League. Diventa in goleador di ogni tempo dei gialli di Villlarreal. Poi inizia il suo annus horribilis con infortuni a ripetizione: il 26 ottobre 2011 gli salta, contro il Real Madrid, il legamento del ginocchio destro: sei mesi di stop, campionato finito, niente convocazione per l’Under di cui é il trascinatore.

Beffa delle beffe: ritorna ad allenarsi, di nuovo s’infortuna allo stesso ginocchio, altri quattro mesi di stop uniti poi un altro intervento chirurgico lo blocca per sei mesi. A 25 anni la sua carriera sembra appesa a un filo. Lo vogliono ugualmente alla Fiorentina e firma un contratto di quattro anni e mezzo con un’importante clausola rescissoria, cautelativa per la squadra viola.

Il prossimo anno è quello dei Mondiali in Brasile e se Rossi farà il “Pepito” la convocazione di Prandelli non mancherà.

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