Ivana Di Martino – Il problema scarpe/1

Corro da una vita, nel senso che ho cominciato a tredici anni e non ho mai smesso, nei successivi venti e più. Adoro correre perchè fa al caso mio e poco m’importa di andare più o meno forte. I campioni corrono per vincere, la gente normale, io appartengo alla grande famiglia, al massimo corre per migliorarsi. Una piccola sfida che nemmeno richiede un avversario. Per me conta soprattutto star bene, provare benessere durante e dopo la corsa.

Correre è una delle attività umane più semplici e meno costose da praticare, non necessità di particolari accorgimenti e attrezzature, se si eccettuano le scarpe (un paio di pantaloncini e una maglietta non devono essere per forza da running e, qualora lo siano, il loro costo è comunque contenuto, se ci si tiene lontani dalle griffe: ho trovato maglie tecniche a 5 euro).

Le scarpe sono invece cruciali, ma non bisogna farne una malattia, soprattutto quando si comincia. A meno di avere budget illimitato, di questi tempi è difficile, è bene orientarsi solo sulle scarpe adatte a voi. Facile a dirsi, ma in pratica?

Non è difficile farsi consigliare per il meglio, basta recarsi nei negozi specializzati, le grandi città ne ospitano una serie in centro e in periferia e affidarsi al consiglio di addetti molto esperti che possono sottoporre alla vostra attenzione la scarpa che fa al caso vostro. Inducendovi anche a test per la verifica della postura. Lì in negozio, non altrove. Idem in provincia dove i negozi specifici abbondano.

Evitate, con tutta la simpatia che posso provare per il marchio, storico, le Superga, scarpe da passeggio (un tempo da tennis, solo bianca, oggi variegata nei soli colori). Con quelle, per favore, non si corre.

Criterio di scelta prioritario per l’acquisto delle scarpe, il prezzo. Ve la cavate con modelli sotto i 100 euro, è un delitto spendere di più se nemmeno avete idea, da neofiti, di quanto la corsa potrà piacervi.

Criterio da evitare, il colore, per noi donne decisivo in alcune situazioni. Tra una scarpa fucsia e una verde sottobosco non avrei dubbi, scelgo la fucsia, ma l’addetto che la suggerisce – persona normalmente seria – avrà l’accortezza di indicarmi i difetti, se ci sono, privilegiando quella funzionale alle mie caratteristiche.

Per l’acquisto delle scarpe potete spendere anche quaranta minuti. Metteteli in conto. Si sconsiglia l’acquisto d’impulso, la meditazione aiuta.

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