Se non ora, quando?

Le ultime notizie di calcio, quelle di primo mattino, non ci sorprendono, intristiti e delusi come siamo, noi che il pallone l’abbiamo amato a lungo.

Ci avevano raccontato che, nel cestino, di mele marce ne era rimasta una, massimo due. Mancavano solo gli zeri per fare cifra tonda. Ma bastava aspettare solo un po’, il calcio non ti fa mancare nulla.

Ogni inchiesta sul pallone malato, anzi infetto, apre una voragine. Nessuna categoria si esenta dal partecipare, il calcio corrotto prospera, ingrossa le sue file.

Ma le scommesse, forse, potrebbero finalmente far saltare il banco.

Partendo da quella fatta dalle televisioni che il calcio alimentano, sino a nuovo ordine. Perché a questo punto, oltre a spostare a piacimento orari e dignità del campionato, qualche capo struttura potrebbe chiedersi che razza di spettacolo propone ai suoi utenti. E prendere opportuni provvedimenti. Non scommettendo più sul calcio in putrefazione.

Le tv oggi reggono il sistema, non dimentichiamolo. E ne consentono il marciume, a partire da un mondo che ha 2,6 miliardi di euro di debiti. Per capirci, i signori del calcio italiano acquistano vendono e campano su un fallimento largamente superiore a quello del San Raffaele, il cui buco è stato solo di 1,5 miliardi di euro.

Credo sia arrivato il momento per i veri appassionati, mi metto tra quelli, di spegnere il decoder.

Il motivo è serio: lo spettacolo è finto, non è credibile. A questo punto quasi meglio il wrestling, che quanto a finzione sembrava non avere rivali.

I simulatori d’area, i cascatori, sono dei dilettanti in rapporto a chi si accorda e produce anche un’autorete, se occorre.

Visto che il calcio da solo non sa ripulirsi diamogli una mano con gesti semplici: non rinnoviamo gli abbonamenti alle tv, quelli della squadra del cuore, non compriamo più i biglietti delle partite. Stacchiamo la spina.

Sarebbe bello. Ben presto i presidenti delle società si squaglierebbero uno ad uno, e magari anche i dirigenti avrebbero il buon gusto di dimettersi, dato che hanno concorso abbondantemente a questa deriva.

Annotazione a margine: in tutta questa melma la FIGC dov’era? Possibile che gli ispettori federali siano tutti come le tre scimmiette, incapaci di vedere, sentire e parlare? Anche per loro e’ arrivato il tempo di un meritato pensionamento: tornate a casa,  oppure dateci ispettori alla Clouseau, almeno ci faremmo due risate.

Piccolo distinguo prima di lasciarci: tra un giocatore della massima serie che si vende e uno di lega pro c’è una certa differenza. Quasi sicuramente il primo riceve stipendio regolare e vive protetto dalla notorietà, mentre il secondo prende pochi denari e magari li avanza da mesi. Come a dire che i secondi possono più facilmente essere corrotti o disponibili “a entrare in torta”. Senza giustificare l’illecito, bisognerebbe tenerne conto, sia sotto il profilo della giustizia, sia sotto quello umano. Possiamo chiedere un po’ di equità ?

Sergio Meda e Simone Chiodo  

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