I molti meriti del Blue Team

Gli azzurri del football americano vanno oltre le attese guadagnando la finale del Gruppo B degli Europei. Cedono poi ai danesi, più forti sul piano fisico, ma escono tra gli applausi

La settimana appena trascorsa è stata a dir poco fantastica per i colori azzurri: la Nazionale di Pianigiani che parte col botto vincendo le prime quattro partite (Russia, Turchia, Finlandia e Grecia) agli Europei di basket, Flavia Pennetta in semifinale allo US Open di tennis, il “Blue Team” in finale agli Europei (Gruppo B) di football americano, disputati a Milano, al Vigorelli. Evento quest’ultimo che merita un approfondimento.

L’avventura della nostra Nazionale di football ameicano è stata a dir poco superlativa, dopo l’esordio comodo contro la Spagna (55-7), in semifinale i nostri dovevano vedersela con la favorita Gran Bretagna: 3500 spettatori, match duro, pochi touch-down, molti drive abortiti ma poi il miracolo azzurro firmato Tommaso Monardi (QB).

Blue Team sotto di 3 punti con meno di un minuto da giocare partendo dalle proprie 15 yards con un quarto down da affrontare, e mentre le gente lascia il Vigorelli dando ormai per scontata la sconfitta Monardi si inventa un drive da cineteca: due lanci formidabili che portano a pochi secondi dalla fine l’Italia nella End-Zone avversaria, con 20” da giocare. Robert Ciasulli (WR) realizza i TD della vittoria, è delirio al Vigorelli con Italia in finale contro la Danimarca.

Il web impazza, specie i social-network dove le gesta del Blue Team iniziano a riecheggiare tanto da convincere gli appassionati a riempire il Vigorelli in occasione della finale. Gli avversari danesi però sono tosti, nel primo tempo Monardi si inventa due TD di notevole fattura ma all’intervallo sono i danesi avanti (28-19).

I nostri restano bene in partita, ad inizio 4° quarto il momento chiave: sotto 35-26 l’Italia ha ben 3 occasioni per poter realizzare il TD del papabile -2, il QB dei Parma Panthers per due volte cerca una traccia esterna per Gabriele Arioli (WR) che cattura il lancio ma atterra con i piedi fuori dal campo.

È una doccia ghiacciata per il pubblico che si era già infuocato, si va per il Field-Goal (calcio) del 35-29 e saranno gli ultimi punti del Blue Team che poi non riuscirà più a contenere gli avversari. Finirà 49-29 per la Danimarca che accede al Gruppo A.

È mancata la proverbiale ciliegina sulla torta ma possiamo essere più che soddisfatti se si pensa che il progetto è iniziato 5 anni fa dopo un buco di quasi un decennio: negli occhi rimarrà il “miracolo” contro la Gran Bretagna ma anche la bella e copiosa affluenza del pubblico (presente anche l’Assessore allo Sport di Milano Chiara Bisconti) verso uno sport poco conosciuto nel nostro Paese ma che inizia a farsi valere.

Questo Europeo ha dato un forte segnale ma adesso non bisogna sedersi sugli allori perché la strada, per quanto si sia schiarita, rimane sempre in salita: maggior lavoro il palestra, una preparazione atletica più specifica (i danesi ci hanno sovrastato proprio sul piano fisico/atletico), maggior lavoro nei settori giovanili e una crescita tecnica dei coach. Bisogna insistere per poter tornare nel Gruppo A e iniziare a considerare il Football Americano tra gli sport di prima fascia del panorama italiano.

di Francescomatteo Bertoli

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