Bridge – Tecnica difensiva – 1

La premessa

Improvvisamente il mare si placa: la dichiarazione è finita e ora i difensori si preparano al contrattacco, con un piano di gioco difensivo che tenterà di sconfiggere o danneggiare, ove possibile,  quello degli attaccanti.

Dopo un attento esame analitico della dichiarazione, l’identificazione dei limiti, in punteggio e distribuzione, del morto, il piano di gioco di difesa, la distruzione dei piani di fine mano e anti compressione degli avversari, l’attacco apre le ostilità. Bisogna battere il nemico. Senza  accontentarsi di vincere, lo scopo è quello di distruggere definitivamente i piani avversari, senza conoscere, nel bridge, la parola pietà. Quando l’avversario è al tappeto, deve restarci, perché, se per caso potesse rialzarsi, da una sua reazione potrebbero esserci guai per i difensori. Il nemico K.O. altro non è che puro agonismo.

Se non concepite il bridge agonistico con questo spirito, anche se tale aspetto impietoso non fa parte del vostro DNA, forse è meglio che vi dedichiate alla partita libera. E quando avrete la pazienza di studiare – non leggere – il testo, ricordatevi sempre che ciò che viene raccomandato non è né pignoleria né cattiveria e, meno che meno, odio. Dopo il match, tutti insieme, a discutere le mani giocate, davanti a pizza e birra, ma durante la partita non esiste che un solo tipo di rispetto: quello del gioco corretto e del Regolamento. Il resto?  Tutte stupidaggini.

Fra correre una maratona e fare una passeggiata con la nonna c’è la stessa differenza che esiste fra giocare con agonismo spietato in competizione e giocare senza cattiveria, magari in partita libera con gli amici. Se caratterialmente siete per la passeggiata con la Nonna, lasciate stare queste riflessioni, perché l’agonismo non fa per voi. Prima però di esaminare le quattro fasi della difesa, bisogna approfondire due argomenti: uno tanto semplice che nessuno lo ha, forse, mai nemmeno notato. Il secondo un po’ più complesso. Intendo rispettivamente il numero dei semi delle carte pari o dispari, nella distribuzione di ogni  singola mano, e le cosiddette figure e qui entriamo un po’ più nel difficile. Come sempre, però, basta studiare e ragionare. Mio padre mi ripeteva sempre “Studia e metti un pezzo di carta, diploma o laurea che sia, nel cassetto. Nella vita, poi, partirai sempre davanti agli altri.”

 Sagge parole: partire in pole position credo sia, fino a prova contraria, un vantaggio. Non leggete queste riflessioni, studiatele e vi diventeranno familiari. Quando rientrate a casa avete bisogno di controllare, ogni volta, quale è la chiave del portone? No di certo.

 La tecnica di difesa, che comincia dall’attacco iniziale, deve diventare un’operazione del tutto naturale che non vi deve occupare il cervello più di tanto, cervello e concentrazione che devono, sempre, essere liberi e pronti per necessità difensive ben più importanti cui riflettere.

 

La distribuzione dei semi.

Non è istintivo pensare, se non la studi con attenzione, che la distribuzione dei semi in ogni singola mano non ha possibilità molto numerose. La distribuzione di 13 carte per giocatore, considerando la chicane uguale a 0 e lo 0 un numero pari per postulato, un principio cioè che si ammette a priori per dimostrare una certa teoria, è un dato matematico:  la distribuzione di una mano è composta da tre semi pari e uno dispari o da tre dispari e uno pari. Il numero tredici, quelle delle carte, non è, infatti, divisibile per quattro, come ha scritto Helge Vinje, nella sua interessante opera New Ideas in defensive Play: Is a simple fact of life. E’ un semplice fatto di vita.

Il numero tredici come detto, escludendo le frazioni, non è divisibile per quattro. Ne consegue che una mano non può che essere composta di tre semi di numero pari e uno dispari o, viceversa, tre semi dispari e uno pari. Qualcuno leggendo sbufferà “Che noia e a noi cosa importa?” Importa, e molto, proprio per chi deve fare la difesa.

Supponiamo che l’avversario giochi un contratto a Cuori dopo una sottoapertura di 2 (6 carte nel colore). Voi attaccate Con  ♠A, ♠K e un terzo giro di Picche che il dichiarante taglia. Ora sapete che il dichiarante ha due colori pari (6 carte di Cuori e 2 carte di Picche), quindi nel ricostruire la distribuzione dei due colori mancati all’appello, partite già dalla conoscenza che uno dei due minori è costituito da carte pari e l’altro da carte dispari, per un totale di tre semi pari e uno dispari.

E vi pare che nella radiografia della mano del dichiarante questo non sia un dato importante? Per differenza potete ricostruire anche la mano del compagno e in molti casi trovare la linea di difesa vincente per battere un contratto.

Le figure

 Qui entriamo in una situazione più difficile e da studiare – almeno per quelle più importanti – imparandole a memoria. Definiamo, innanzitutto, cosa significa la terminologia “le figure”.

Per figura s’intende la distribuzione di un determinato seme nelle quattro mani, ed è un elemento di conoscenza, basato su ipotesi, indispensabile da ricostruire per sconfiggere la linea di gioco della coppia degli attaccanti. Noi di una figura cosa vediamo? Le carte che abbiamo in mano e quelle che sono esposte al morto. Dobbiamo, quindi, cercare di intuire come sono distribuiti i resti nelle due mani coperte, il giocante e il partner. Qualche esempio vi chiarirà le idee.

Noi siamo seduti in Ovest (indico per comodità solo il seme interessato alla figura) con la figura ♠ K 10 3, contro un morto che presenta nello stesso seme ♠ Q 9 6 2  e stiamo controgiocando 3 SA..

A un certo momento del gioco, siamo entrati in una presa  a Quadri. Vedendo il resto delle carte del morto, ci rendiamo conto che, per battere il contratto, dobbiamo realizzare quattro prese nel colore di Picche.

La prima valutazione è elementare: ricostruiamo le mani coperte come se il dichiarante non avesse né l’A né il J di Picche, perché se avesse una sola di queste due carte, muovendo noi il colore, non riusciremmo mai a realizzare quattro prese.

Quindi ipotizziamo che A-J di Picche siano in mano al nostro compagno in Est. Quale è la carta chiave da neutralizzare in mano al dichiarante, ammesso che ce l’abbia, e di conseguenza che carta dobbiamo giocare ?

Ipotizzando, come detto, che né A♠ né J♠ siano in mano a Sud, la carta di Sud  che dobbiamo neutralizzare è l’8♠! Ammetto che, se non siamo abituati a fare questo tipo di ragionamenti, la risposta non è facile. Vediamo lo schema completo delle Picche.

Andiamo per ipotesi: se da Ovest giochiamo il 3♠ Nord inserisce il 2♠ Est è costretto a giocare il J♠ e il dichiarante riesce a fare tenuta con Q-9♠ del morto. Quindi il 3♠ non è la carta vincente per la difesa. Proviamo con il K ♠, per il 2 ♠ del morto, il 4 ♠  di Est e il 5 ♠ di Sud . Ma il seguente ritorno di 10♠ per la Q♠ del morto, l’A♠ di Est e l’8♠ di Sud, consentono al 9-6♠ del morto di fare ancora tenuta, visto che Ovest non può più tornare in mano per rigiocare Picche.

Quindi la carta che batte il contratto e che uccide il dichiarante, sia neutralizzando l’8 di Picche della mano che consentendo alla difesa di realizzare quattro prese nel seme, è il 10 di Picche. Se Nord non copre Ovest continua con K e piccola nel colore per 4 prese sicure. Se Nord copre con la Q di Picche, Est la cattura d’Asso e ritorna piccola Picche per il K♠ di Ovest che rigioca il 4♠ sottoponendo la figura 9-6 del morto a quella ben più potente di J-7 di Est. Totale: la difesa realizza quattro prese, più la presa iniziale di A e batte il contratto di 3 SA. Non ci vuole una laurea in matematica per risolvere questa situazione, ma al tavolo, fidatevi, non è proprio facilissimo vederla nei tempi concessi per la giocata di un board. Quindi studiare e ipotizzare secondo la nota regola del come se: Qui difendiamo come se Sud non avesse né A né J di picche, e di conseguenza teorizziamo la linea che mantenga le comunicazioni difensive, mettendo inesorabilmente sotto Q-9-6-2 del morto. E se l’ipotesi del come se non trovasse riscontro nella realtà, ci dovremmo rassegnare a vedere Sud che realizza i suoi 3SA come il resto della sala. Contratto peraltro imbattibile.

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