Bertolini in confessionale

Il segreto di Gioele Bertolini è divertirsi, pur correndo in bici con la massima serietà. E si diverte parecchio, a modo suo: Campione Italiano e vice Campione Europeo di mtb cross country categoria junior; Campione Europeo Team Relay, la staffetta mista a squadre, nonché Campione Italiano e vincitore del Giro d’Italia ciclocross. Tutti risultati che il diciottenne di Talamona, Sondrio, ha incamerato con un ghigno a metà tra Peter Sagan e un eroe dei fumetti. In apparenza senza faticare: “La mountain bike e il ciclocross per me sono uno svago, non certo un peso”.

Il Tricolore di mountain bike a Nemi è storia di pochi giorni fa. Lui lo rivive così:”Venivo da una settimana un po’ difficile dopo la batosta della domenica prima, a Sirone, dov’ero partito sparato e la caduta durante il primo giro mi aveva tagliato fuori. Non avevo né gambe né testa quel giorno. Anche a Nemi sono andato via subito per fare selezione; al secondo giro sono calato un po’ e Saravalle è riuscito a rientrare. Al terzo dei quattro giri ho sferrato l’attacco decisivo, me ne sono andato e ho poi gestito il vantaggio”.

Non è faticoso saltare dal ciclocross alla mountain bike e poi ancora al cross? “Per tanti è impegnativo sia mentalmente che fisicamente, per me è piacevole. Riposo sempre due-tre settimane alla fine di ogni stagione, sia di mtb sia di cross, dopodiché riparto con entusiasmo. Lo ripeto, non mi pesa”.

Oltre alla scuola e alla bici riesce a svagarsi? “Beh, c’è sempre un momento per andare a sbirciare le news su internet o sui vari social network (i post di Gioele su facebook sono uno spasso, tipo la foto di un bicchiere pieno di vino che aveva perso il padrone, ndr). Per il resto, d’estate mi concedo qualche festa con gli amici, se non devo gareggiare. In inverno esco ogni tanto di sera ma, anche qui, solo se non ci sono gare e se non devo andare a scuola”.

È fidanzato?”No, per ora no”.

Molte vittorie portano anche molti amici, magari non tutti sinceri. E’ così anche per lei? “Penso di essere uno che va d’accordo con tutti e che fa amicizia facilmente. Che siano poi tutti sinceri questo non lo so.

E gli amici veri chi sono? Ci fa dei nomi?

Il mio grande amico è Ivano, detto Benny, per via del cognome che è Benazzo. C’è poi mio cugino Sasha e anche Michele, che noi chiamiamo Mighel, con il gh, in riferimento al grande Indurain. Gli somigliava negli scatti, in allenamento”.

Il fatto che da lei ci si aspetti sempre molto le mette ansia? “Ansia prima delle gare no. L’ansia viene quando non si riesce a stare davanti. E’ lì che cominciano i dubbi e le incertezze”.

Ha appena firmato un contratto con la Selle Italia Guerciotti per le prossime quattro stagioni di ciclocross, categoria under 23. Sono previsti degli obiettivi particolari? “Mi hanno solo chiesto di dare il massimo, come ho sempre fatto , sperando di confermare i risultati sin qui ottenuti. In mtb corro per la Controltech Nevi; anche con loro c’è un rapporto di serenità e di fiducia. E questo clima consente di dare il meglio”.

La battuta di “Striscia la notizia” per cui i ciclisti sono tutti dopati che effetto le fa? “Mi dà noia, infanga il mio sport. Ci sono atleti che prendono delle scorciatoie ma alla fine pagano duramente. Ma è certamente più semplice prendere di mira gli sport poveri piuttosto che altri. Vorrei che i calciatori fossero controllati come i ciclisti, reperibili 365 giorni e soggetti a controlli a sorpresa. Si scoprirebbe che il calcio e molte alte discipline godono di trattamenti inadeguati.

Tra pochi giorni correrà a Vallnord in Coppa del Mondo; quella internazionale è la sua dimensione giusta? Quest’anno ho privilegiato le gare internazionali e di coppa del mondo, le più importanti. Sto anche imparando l’inglese. Poi sarò per due settimane in ritiro a Livigno con la nazionale per preparare al meglio il mondiale. Col ciclocross invece riprenderò a fine settembre”.

Chris Froome è l’ultimo caso di campione che vnce su strada venendo dalla mountain bike. Un esempio che la motiva ulteriormente? “Molti ex biker o crossisti vanno forte su strada, vedi Trentin, Rosa, Evans, Hesjedal. Vedremo, con il tempo tutto è possibile”.

E se un giorno le chiedessero di scegliere una delle due discipline? “Sinceramente non saprei, per ora mi diverto in entrambe”.

 

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