Sapessi com’è strano il triathlon a Milano

Domenica va in scena la prova olimpica per intero in territorio meneghino. Partenza dal Naviglio Grande (che mette ansia) e arrivo in Piazza del Cannone, al Parco, transitando da Corso Sempione

photo COMetaPRess/Brena/CanonDigital

Le domande più strane su Tri@MI, il triathlon in formato olimpico che va in scena domenica 28 a Milano, riguardano la prima frazione, quella di nuoto, prevista nel Naviglio Grande. Un canale di ottima reputazione che curiosamente desta apprensione, quasi che vi circolino i piranha. C’è chi teme per la propria incolumità e ha chiesto agli organizzatori di poter gareggiare con la muta di neoprene.

Il pensiero corre al freddo – improbabile vista la stagione -, il retropensiero verso i rischi di contagio (virus e batteri da Naviglio, quindi Doc), come se i 400 partecipanti alla gara multidisciplinare fossero costretti a nuotare in una fogna a cielo aperto.

Il Naviglio è percorso dall’acqua del Ticino, di certo non stagnante, ed è stato di recente bonificato dalle alghe. I concorrenti avranno corrente a favore e la prima frazione di 1.500 metri a nuoto, partenza alle 10.30 dalla Canottieri Olona, sarà per questo agevolata.

L’acqua è pulita e bene fa Marco Zaffaroni, presidente del Fresian Team che organizza con A & C  Consulting, a sottolinearlo aggiungendo che “la muta non coprirebbe naso e bocca, eventuali territori che possono imbarcare acqua”.

Chi avesse in mente che il triathlon è disciplina multipla che si destina per sua natura ai cugini di Superman e alle sorelle di Wonder Woman può finalmente ricredersi. Se mai lo sia stato in passato per i frequentatori della Iron Men non lo è più. Vede al via anche i pavidi e i timorosi.

Le altre due frazioni, bici e podismo, presentano eventuali problemi di maleducazione degli automobilisti – Milano è stata esemplare, in negativo, in non poche edizioni della Maratona cittadina – ma ci auguriamo che gli 80 vigili urbani che presidieranno gli incroci inducano alla ragione gli indisciplinati. Solo una carreggiata delle strade percorse da Tri@MI sarà protetta e questo consente l’ottimismo. Al resto provvederanno i 200 e passa volontari, dislocati lungo il percorso e ai punti di ristoro, frequentissimi.

Ci aspettiamo, con gli organizzatori (che sono di prim’ordine) una gara riuscita già all’esordio, non solo l’edizione di prova – la numero zero – di un evento che darà lustro anche all’Expo 2015.

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