Il ciclismo com’era, visto da Bucci

Un grande artista del Novecento, al seguito di Giro e Tour negli anni Trenta, li ha immortalati con sapienza usando l’acquerello. Viaggiava con Orio Vergani, il grande inviato del Corriere della Sera

Le immagini fanno riferimento a tre album acquerellati di Anselmo Bucci (Fossombrone 1887- Monza 1955), dedicati al Tour de France del 1935, al Giro d’Italia del 1936 e del 1939.

Bucci, tra i fondatori del Novecento Italiano, fu incaricato insieme ad Orio Vergani, celebre inviato del Corriere della Sera, di seguire le storiche gare ciclistiche come artista-cronista.

I suoi album sono pertanto documenti  storico artistici di grande

importanza, oltre che uniche e originali testimonianze del ciclismo

agonistico tra le due guerre.

Alcune delle pagine più belle sono quelle dedicate alla fuga di Bartali all’altezza della Val d’Adige seguita da Bucci

insieme a Orio Vergani a bordo dell’ammiraglia della Bianchi.

Altrettanto splendidi sono i ritratti dei protagonisti del Giro insieme alle vedute paesaggistiche e architettoniche. Bucci annotò come in un diario personale tutto ciò che di ogni tappa maggiormente lo colpiva: gli atleti impegnati nella corsa, la folla che assiste entusiasta  e vedute dei paesi e delle città toccate dal giro e dal Tour de France.

Quando le tappe coincidevano con le città d’arte, Bucci non perdeva occasione per disegnare e acquerellare chiese, monumenti storici e particolari architettonici.

I tre album sono stati esposti in mostra a Gemonio (Varese) nel 2008. La rassegna aveva per titolo “Anselmo Bucci L’arte della cronaca. Dal Giro d’Italia al Tour de France”, a cura di D.A. Abadal, M. Fossati, A.Montrasio, Museo Civico  “Floriano Bodini”.

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