Ventura il “rieducatore”

Stasera l’aspetta l’ultima di campionato di B, della “serie cadetta” come si diceva una volta. Alle 20.45 a Bergamo il Torino gioca contro l’Albino Leffe. I granata sono di nuovo in A dopo “tre stagioni di purgatorio”, vecchia espressione per dire di delusioni/incazzature durate anche troppo a lungo. Opportunamente in casa granata si parla di futuro, soprattutto se ne fa interprete Giampaolo Ventura, per troppo tempo accostato al presente (se faccio bene non mi esonerano strada facendo, se i miei non retrocedono magari mi confermano: questi i pensieri di chi non deve retrocedere). Anche a Torino, nel giugno dell’anno scorso, gli hanno fatto un contratto per un solo anno. Per la serie “poi si vedrà”.

Ventura dovete seguirlo nel video postato stamane nel sito territorialmente amico. Vi sveliamo un piccolo segreto: pur costretti per decenni – e ovviamente quest’anno – a celebrare i fasti della Juve, i giornalisti sportivi torinesi sono soprattutto torinisti, cioè granata. Il quotidiano La Stampa e il sito di riferimento non fanno eccezione.

Ascoltate Ventura nelle sue ragionevolezze. Alcuni le definiranno banalità, altri si chiederanno come questo genovese di lungo corso si possa permettere di ragionare di calcio avendo in testa un progetto che intende condividere.

Ventura ragiona di quel che è stato l’anno trascorso, con tutte le componenti del Torino FC in grado di recitare secondo ruoli, magari soccorrendo le componenti più deboli, soprattutto accenna a quello che dovrebbe essere: Ventura non manca di garbata ironia, quando si riferisce ai giocatori che ha chiesto per giocare in A, che non è la “serie cadetta”.

Magari ora lo cacciano per quello che ha detto, o forse solo per averlo pensato.

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