Ivana Di Martino – Un altro buon motivo

Lo confesso: mi piace molto correre, è qualcosa che mi viene naturale, ho cominciato per gioco a 11 anni sfidando mio fratello più grande (mi ha surclassata, era inevitabile), e la voglia di correre da allora è aumentata. Ora ho 42 anni e mi cimento nonostante qualcuno accenni un sorriso prima  di pronunciare la frase fatidica: “Ivana, alla tua età, hai tre figli…”.

Non mi pento, non mi dolgo, mi va bene così, non ho mai smesso, a parte brevi periodi: 40 giorni dopo i parti e quando, a causa di un problema al cuore, ho subito due piccoli interventi. Sono una donna normale, con tre figli, un marito, un lavoro part-time e una casa da gestire. Mi alleno tre volte alla settimana; faccio gare la domenica, soprattutto contro me stessa.

Però gli altri m’interessano, soprattutto le mie simili. Alle donne vittime di maltrattamenti, violazioni, calpestate nei diritti, ho pensato inventando la sfida delle 21 mezze maratone in 21 giorni che ho affrontato la scorsa primavera. Nessun intento di finire nel Guinness dei Primati, volevo soltanto essere un concentrato di energia, volontà, determinazione da spendere in favore di altre donne, quelle che il destino ha messo, loro malgrado, in difficoltà.

Mi hanno aiutato in tanti per “21 volte donna” – così si chiamava il tentativo, così si chiama il mio blog – in particolare singole persone, che hanno dato piccoli contributi. Le aziende al mio fianco hanno permesso la logistica delle 21 giornate, in giro per l’Italia con il camper, per le quali mi sono spesa personalmente. La prossima volta, se ce ne sarà una, delego quasi tutto, penso solo a correre.

Ora mi hanno chiesto di affiancare la Corsa della Speranza, la non competitiva di 6 chilometri che va in scena a Milano domenica 6 ottobre. Lo faccio più che volentieri perché l’evento serve a raccogliere fondi per i bambini oncologici e per i progetti che li riguardano. Da un lato il Passport of Cure dell’Istituto dei Tumori di Milano, per garantire un ambulatorio di controllo, dall’altro Dynamo Camp, un’oasi straordinaria in Toscana dove i bambini malati e i loro familiari possono ricrearsi.

Sono convinta che scaricherò il mio agonismo anche in una “non competitiva”, correndo a reclutare tanta brava gente che quel giorno ci sarà. La causa è buona e quello fa la differenza.

di Ivana Di Martino

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