Rinviata la Primavera del calcio

Sembra anzi tramontata la brillante idea di far giocare le squadre “B” delle società di A nella serie cadetta. Ne sapremo di più il 12

“Un sogno (interrotto) di una notte di mezza estate” scriverebbe un William Shakespeare eventualmente interessato al calcio italiano e alle sue vicende. Il motivo è semplice: l’idea di far giocare le squadre “B” delle squadre di A nella serie cadetta è, o sembrerebbe, tramontata.

Durante la scorsa primavera – intesa come stagione – l’iniziativa era nell’agenda dei vertici del calcio nazionale in rapporto e in scia a quanto accaduto in Spagna, dove le squadre “Primavera” (Barcellona B, Real Madrid Castilla) giocano nel campionato di Segunda Division (chiamata per motivi di sponsorship “Liga Adelante”), il secondo gradino prima del paradiso della Liga o nella loro Lega Pro, chiamata Segunda Division B.

Non solo le squadre “B” delle franchigie di serie A non giocheranno in serie B, ma le stesse squadre della “Primavera” di serie B non parteciperanno al campionato nazionale “Primavera” con i pari età della serie maggiore, facendo passare il torneo “Facchetti” da 42 a 20 squadre, veramente un colpo negativo.

E questo in barba a chi pensava di valorizzare i giovani attraverso i vivai aumentando il valore tecnico degli under19 attraverso partite contro avversari con un tasso tecnico probabilmente più elevato.

Va bene snellire il campionato, va bene svezzare bene i giovani più promettenti prima del balzo nella serie maggiore, ma arrivare a “spezzare” le ali ai giovani delle squadre di B che vorrebbero diventare grandi più in fretta ed essere osservati da un canale privilegiato. In Italia il campionato “Primavera” è visibile in chiaro, non passa per le pay-tv, è quindi visibile da un più ampio numero di spettatori.

Da noi è così, è sempre così: le belle idee muoiono, o sembrano morire all’alba. Andrea Abodi, Presidente della serie B, è molto amareggiato visto che dell’idea è stato uno dei fautori.

La serie A sostiene che una riduzione del numero di squadre, quindi di partite, porterebbe a un miglioramento dal punto di vista tattico e tecnico. Peccato che il sistema calcio sia in difficoltà.

Una nota per i vertici del calcio nazionale, da annotare in agenda: lo scorso 18 giugno la nostra Under21 ha perso in finale contro la Spagna. Sconfitta a parte, tra i migliori giocatori dell’Europeo risultano proprio due ragazzi che durante la stagione appena conclusa hanno calcato i campi della serie B (Francesco Bardi e Luca Caldirola, di proprietà entrambi di una grande della A con il secondo addirittura capitano della Selezione di mister Mangia) e undici giocatori sui ventitré convocati l’ultima stagione l’hanno disputata calcando i campi della cadetteria, e uno di loro ora gioca in Francia comprato a suon di euro dopo aver giocato in B la stagione scorsa.

Il 13 luglio prossimo la sentenza definitiva, quando il Consiglio federale dovrà decidere che fare, se attuare o no il nuovo campionato “Primavera”. Fino a quel momento va uno speciale ringraziamento alla serie B che ci ha portato fin lassù in Europa a sfidare gli Invincibili spagnoli.

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