Bici “vietate” ai minori

 

La metropoli e l’hinterland – Milano, nel caso – non brillano per considerazione e rispetto verso i giovanissimi che praticano il ciclismo. Certamente poco si curano degli sforzi che una società seria (il team che fa riferimento a Rossella Galbiati, ex campionessa a tutti nota) produce da 12 anni a favore dei ciclisti in erba. Basta riferirsi a due episodi, uno recentissimo, l’altro più datato.

Vediamo protagonisti e contesto del primo: un responsabile del Team Galbiati con il suo piccolo nucleo di ragazzini in bici da corsa che prendono confidenza con la viabilità senza creare intralcio, in una via al limitare tra Corsico e Buccinasco. La via presenta da sempre traffico scarso ed è frequentata, in alcuni momenti della giornata, dalle auto delle Scuole Guida i cui allievi fanno pratica di partenze e di posteggi, ma effettuano anche inversioni a U, peraltro non consentite dal codice della strada.

Su telefonata di alcuni cittadini, una pattuglia della Polizia Municipale interviene sul posto per chiarire se davvero una persona adulta effettui manovre spericolate conducendo un piccolo gruppo di giovani ciclisti. L’intervento ha luogo quando i ragazzi sostano tutti sul marciapiede, placidi e sereni come chi li accompagna.

Alla contestazione dei vigili sono inevitabili le rimostranze dell’adulto che si limita a respingere le accuse di manovre spericolate, quando semmai altri, le auto, insidiano la sicurezza dei piccoli. La replica del vigile di servizio è perentoria: forse lei non conosce il codice della strada che vige in Italia. Non siamo in Olanda. Potete immaginare la reazione di una persona che il Codice lo illustra nelle scuole, e non a tempo perso.

Il secondo episodio è più datato, risale all’inverno scorso, al vagabondare del Team Galbiati nei parchi del circondario prima di trovare un piccolo spazio protetto all’interno del parco Travaglia di Corsico. Ma stavolta i problemi nascono dai proprietari dei cani che li lasciano liberi senza guinzaglio.

Ora la riflessione delle ore 18: ha più senso tutelare automobili (o cani, in altre circostanze) a danno di ragazzini che hanno una sana passione e sono assecondati da capaci volontari che hanno a cuore il loro presente e il futuro?

Non lontano, ad Assago, hanno realizzato progetti ciclabili senza costi proibitivi. A Rho è stata disciplinata una fascia oraria che contempla, in due giorni della settimana, il rispetto di chi gira in bici allenandosi sul ciclodromo realizzato nel parco, in condizioni di tutela dell’incolumità.

Facciamoci caso, anche se guidiamo e abbiamo un cane.

 

 

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