Raffaella Calloni – Uno, due, tre… Anza

Sono appena tornata dall’Anza Camp di Jesolo. Un Camp di volley organizzato dalla super campionessa di pallavolo, nonché una delle mie più care amiche, Sara Anzanello: una settimana passata tra palestra e spiaggia insegnando a ragazzi e ragazze dai 6 ai 16 anni quanto sia bello e divertente questo sport, il mio sport!

È stata una settimana incredibile! All’insegna del lavoro e del divertimento, dei valori puliti del volley e delle persone eccezionali che ogni giorno lavorano per renderlo grande.

Sono tornata a casa arricchita di persone, amicizie, valori, esempi…

Ho avuto il piacere di lavorare con 32 bambini fantastici, che mi hanno contagiato con il loro affetto, con quell’entusiasmo e quella passione che ognuno di noi dovrebbe prendere ad esempio e ricordarsi di non perdere mai. È stato incredibile vedere quanto velocemente apprendevano e con quanta ingordigia desideravano imparare. Vederli lavorare così duramente e divertirsi mi ha dato la riprova di quanto eccezionali siano lo sport e i bambini e di quanto io sia fortunata a fare un lavoro così bello.

Ho condiviso la settimana in appartamento con tre persone straordinarie, Anzina, Cardu e Fabrizietto. Scherzando, ridendo, mangiando, bevendo e trovando spazio anche per chiacchierate serie, sulla nostra vita, sul nostro futuro, su temi anche davvero profondi.

È stato bellissimo vedere come nonostante gli anni che passano, le differenti esperienze e le diverse strade, l’affetto che ci lega sia sempre lo stesso se non addirittura più grande: è stupendo sapere che nella mia vita ci sono e ci saranno sempre queste persone speciali con le quali condividere il mio cammino.

Al nostro gruppetto poi si sono aggiunte altre persone: alcune le conoscevo, altre no.

Ed è stato magico riuscire ad entrare subito in sintonia, poter scherzare, sentirsi liberi, chiacchierare come se ci si conoscesse da una vita. La porta di casa aperta a tutti: perché il bello dello sport è che non ci sono frontiere, non ci sono discriminazioni.

Il poter condividere esperienze e punti di vista diversi, conoscere nuove persone, sono queste le cose che mi hanno fatto innamorare della pallavolo! E vedere che a 15 anni di distanza è ancora questo il grande motore che mi muove e che muove le persone che amo beh….è stato straordinario.

Sorpresa delle sorprese, ho avuto l’onore di conoscere un’icona della pallavolo mondiale di sempre, Lollo Bernardi! E mi sono ritrovata adolescente a chiedergli: posso fare una foto con te? per poi postarla immediatamente su Twitter.

Sabato e domenica ho giocato l’Anza Cup, il torneo di beach volley a conclusione del Camp. Non avevo la compagna e parlando in spiaggia ho trovato Cristiana Parenzan, campionessa italiana di beach volley (che uno pensa, vediamo chi passa da queste parti, magari trovo per caso una campionessa di beach volley...!) che mi ha chiesto se volevo giocare con lei.

Super! Occasione colta al volo.

Il problema è stato sabato….una fatica! Il beach è completamente diverso dalla pallavolo indoor. Mi sono tirata un po’ di parole e ho pensato ma chi me l’ha fatto fare?

Poi, da vera agonista quale sono, mi sono detta che dovevo impegnarmi di più e con l’aiuto e la grande esperienza di Cristiana siamo riuscite a vincere il torneo.

Anche qui sono rimasta stupita dalla passione delle ragazze che partecipavano. Lavorano tutta la settimana e poi il week end vanno in spiaggia a spaccarsi la schiena per una passione, che si vinca o si perda con il sorriso sulle labbra, con l’agonismo giusto (perché tutti vogliamo vincere) ma con il rispetto per le compagne e per le avversarie. Stupendo!.

Insomma è stato eccezionale e dopo una settimana così sono tornata distrutta fisicamente ma con il cuore colmo e un sorriso stampato sulla faccia!

Per questo voglio ringraziare chi ha reso possibile tutto questo, dalle bimbe, allo staff, agli ospiti. In particolare però voglio dire grazie a Walter e Nico per l’ospitalità, siete eccezionali! E poi alla mia Anzina che ha desiderato fortemente questo progetto e lo ha portato avanti nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare.

Questo Camp è stato proprio l’immagine di quello che sei: un’atleta che si è costruita con il duro lavoro, la tenacia, l’intelligenza. Sempre nel rispetto delle regole e delle persone che ti circondano. Il tutto condito da una buona dose di divertimento e di relazioni umane sincere, dirette, genuine. Anzina sei eccezionale! Un esempio per tutti noi!

Concludo dicendo….Uno, due, tre…  Anza

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