Pantani e il doping retrò

Non se ne può più, di questo passo dovremo cancellare gran parte dei libri d’oro, tutti inficiati dal doping.. Perché non invalidare anche i record e le prestazioni olimpiche, magari a partire da Roma 1960?

Povero Pantani! Non lo lasciano in pace manco da morto. Adesso gli vogliono togliere anche il Tour 1998. Il doping retrò è ormai di moda, come la moda. Di questo passo dovremo cancellare gran parte dei libri d’oro, tutti inficiati dal doping. E non solo per quanto riguarda il ciclismo. Se si vuole essere masochisti fino in fondo bisognerebbe cancellare anche record e prestazioni olimpiche, magari a partire da Roma 1960, quando il doping era consentito.

Avete sentito parlare di doping di Stato? E allora, viene spontanea una domanda? Vogliamo azzerare tutto lo sport? Perché si continua a buttare fango soltanto nel ciclismo e addirittura sui suoi miti? Esiste ancora una disciplina sportiva, a certi livelli, che si sostenga a pane e acqua? Cosa è e che cosa non è doping? E poi perché andare indietro di 10 e 20 anni? Che senso ha tutto questo?

Che fine farà non solo il ciclismo, il Tour ma anche tutti gli altri grandi avvenimenti sportivi? È giusto parlarne e sgombrare il campo da dubbi e pregiudizi. Siamo stanchi della solita caccia alle streghe. E chi sa parli chiaro.

Peccato che uno degli eventi sportivi più importanti al mondo, il Tour appunto, stia facendo una brutta fine. Segnalo una cosa che mi ha dato fastidio. Sul quotidiano QN che raggruppa le testate di 3 grandi quotidiani (Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno), sabato scorso, in prima pagina non c’era una riga riguardante l’avvio del Tour centenario.

Lo spazio era tutto dedicato al solito pallone, alla Formula Uno e alla pallavolo. E allora perché si scrive e si dice che il Tour è il terzo avvenimento sportivo più seguito al mondo, dopo Mondiale di calcio e Olimpiade? Forse perché in quegli eventi tutto procede a pane e acqua? O perché il dio pallone è talmente potente che nessun caso di doping o di corruzione può minimamente scalfirlo?

Abbiate in ogni caso la decenza di lasciare in pace chi non c’è più e chi, come il nostro Pirata, ha pagato con la vita certe carognate. Ho saputo che, con i nuovi metodi, agendo sulle cellule staminali, potresti migliorare le tue prestazioni senza farti beccare in flagrante.

E allora dobbiamo continuare a spendere miliardi per i controlli? Perché il Cio, massimo organo sportivo internazionale, non decide, una volta nella vita, di ripartire a bocce ferme, con leggi severe e uguali per tutti gli sport e per tutti i Paesi del mondo? Non se ne può più dei soliti due pesi e due misure.

Abbiamo diritto anche noi di divertirci con il nostro giocattolo, almeno per un po’. E invece c’è chi si diverte a distruggerlo. Tra un po’ qualcuno si alzerà un bel giorno e dirà che anche i Tour di Indurain, di Hinault, di Merckx e di Anquetil devono essere tolti per doping.

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