Bridge – La WBF come l’UEFA

Tempo fa Michel Platini, già grandissimo campione, ma non altrettanto valido come dirigente del mondo calcistico, affermò, nel corso di una intervista: “ Io sono romantico ed è per questa ragione che non amo la tecnologia moderna come la moviola”. La solita musica che ben conosciamo, per poi assistere, in partite di calcio, a uno scempio che troppo spesso si ripete di gol non gol, di rigori inesistenti concessi o di rigori solari negati. Ma tant’è: così va il mondo.

Gli stessi incomprensibili atteggiamenti, esistono anche fra i dirigenti del mondo del Bridge. La World Bridge Federation, WBF, ha partorito una regola che nessuno avrebbe sognato di varare nemmeno in completo stato di etilismo acuto.

La WBF riunisce sotto la propria egida le Federazioni mondiali nazionali, WBO, che, sarebbe lecito pensare, dovrebbero avere inviolabile parità di diritti e altrettanto inviolabili doveri da rispettare. Ma non è così. Dal sito della WBF apprendiamo con stupore quanto segue.

“ La partecipazione alla Bermuda Bowl (Campionato mondiale open a squadre) e alla Venice Cup (Campionato mondiale femminile a squadre), manifestazioni che si tengono negli anni dispari, una volta su due, è riservato alle sole nazionali che prendono parte alle Olimpiadi del Bridge. In ogni caso una squadra open o Lady deve partecipare alle Olimpiadi per essere idonea a qualificarsi ai mondiali. Quindi se una squadra non ha partecipato alle Olimpiadi che si sono svolte nel 2012 questa nazionale non è idonea a partecipare ai mondiali o del 2013 o del 2015”.

Il Regolamento dice poi che tale idoneità si può recuperare, ad esempio per il 2015, se la Nazionale partecipa a una delle Coppe che si giocano negli USA, come la Ronsenblum Cup, alla Mc Connel Cup o alle World Bridge series del 2014 a coppie.
Pur parlando con tutto il rispetto delle manifestazioni americane, che coinvolgono oltre a migliaia di bridgisti, fra giocatori e spettatori, anche sponsor stampa e la trasmissione in diretta in Vugraph degli incontri,  non vedo proprio se non una opera di promozione per le coppe degli americani.

Non si capisce, fra l’altro, se un simile regolamento che dovrebbe far pensare a un tentativo di far partecipare alle Olimpiadi del bridge il maggior numero di Nazioni possibile, non raggiunga invece lo scopo diametralmente opposto. Perché mai la partecipazione alla Ronsenblum dovrebbe avere punti di contatto con le Olimpiadi? Incomprensibile.

Ma a ben guardare, e per ritornare a Platini, la ragione è sempre quella: il dio denaro e l’ambizione del potere possono fare prendere queste decisioni e anche altre.

Nel calcio il romanticismo non ha rapporti di parentela con lo sport più amato al mondo, ma semplicemente al grido “Gli arbitri devono avere il diritto di sbagliare” niente moviola, oggi usata in tutti gli sport maggiori, dal basket al nuoto, alla scherma.

Il motivo è sempre là: non si vuole la moviola nel calcio perché così si pagano, col pubblico denaro, invece che tre persone, un arbitro e due assistenti, anche il quarto uomo, due arbitri di porta per un totale di sei gettoni di presenza per partita. Moltiplica la esuberanza dell’impiego di uomini per il numero delle partite che settimanalmente si giocano e i conti tornano. Salvo il fatto che poi anche con sei uomini per dirigere una partita si vedono agghiaccianti svarioni arbitrali.

Ma la Federazione Brasiliana, in via sperimentale, alla Confederation Cup, ha piazzato 7 telecamere per ogni porta e se c’è un gol non visto da arbitri, assistenti di linea e arbitri di porta, parte un bip bip sonoro e sullo speciale orologio al polso dell’arbitro compare la scritta GOL. Seguiamo con interesse la vicenda e vediamo se l’arbitro non vedrà né il gol né l’orologio.

In fondo ogni mondo è paese e come disse un comico se sulle sigarette si deve scrivere il cancro ti uccide, qui bisognerebbe scrivere: lo sport ti frega.

                      

CHARLIE J. SOLOMON UN ARTISTA DEL TAVOLO VERDE

Definire Solomon un vulcano è limitativo. Nato nel 1906 a Philadelphia, Pennsylvania, avvocato, scrittore, bridge teacher e coach, nonché editore del Philadelphia Inquirer, sposò Peggy, campionessa di bridge, e presto divenne una leading figure nel mondo del bridge, tanto da essere ammesso dalla Lega Americana, ABCL, agli onori della Hall of Fame.

Una delle sue astute intuizioni, alla faccia della statistica, sovrana indiscussa nel bridge, è questa mano giocata ai Summer Nationals, i Campionati d’America d’Estate.

La genialità del colpo non nasconde del tutto una dichiarazione che definirei abbastanza approssimativa, pur tenendo conto del fuoco di sbarramento della linea difensiva. Solomon siede in Sud.

Solomon dichiarò con uno stile tanto aggressivo quanto tecnicamente non commentabile, il piccolo slam a con questa carte:

10 7 6 2        A K Q J 10      – - -      K Q 2 

Si potrebbe annotare che il vuoto a nel colore autonomo del compagno è un chiaro sintomo di misfit, non certo adatto a un upgrade della mano,  mentre il 10 quarto è una falla, nello scafo, non da poco.  A dimostrazione che assieme alla geniale intuizione di Charlie, una buona dose di fortuna non guasta per nulla. Questa la mano della linea Nord-Sud

A 5 4         2      A K 9 8 7 4 3      J 8 

10 7 6 2    A K Q J 10 8    – - -     K Q 2 

Ricevete l’attacco di 9 e fate un piano di gioco. Due perdenti a e l’A pare non possano scomparire, nemmeno pregando il cielo.

E invece Charlie, tanto geniale quanto fortunato, individuò una strada per fare questo slam, con probabilità  nemmeno pari al 5%. Il ché significa di giocare contro il 95% a favore della linea nemica. Voi la intuite questa strada?  Charlie, da questa mano, ebbe grande fama nel mondo del bridge, che in America è considerato quasi uno sport nazionale e che contribuì non poco alla sua entrata nella Hall.

Poiché è quasi impossibile intuire cosa inventò il mitico Solomon, vi indico la strada per vincere. La mano completa, con Charlie in Sud:

Il giocante intuì che, per fare la mano, doveva trovare:

-         Il singolo di attacco di 9 , scontato vista la licita. Probabilità  2,41%

-         Le divise 3-3. Probabilità 35,5%

-         A a sinistra. Probabilità, dichiarazione a parte, del 50%.

 

Ma la genialità di Charlie, non disgiunta da un suo robusto Lato B, alla fine vinse. Dunque Sud prese l’attacco con l’A al morto e giocò A e K scartando K e Q della mano, per crearsi un ingresso al morto, e ancora  3 tagliato di mano. Dopo tre giri di , le cuori 3-3 un’altra grossa opportunità per levarle di torno in fretta, giunse l’ora di intavolare 2 per il J del morto lasciando Ovest senza difesa. Infatti lo stesso Ovest non poteva che prendere subito con A e ritornare nel colore per dodici prese in fila disposte sul tappeto verde.

Oppure lisciare e farsi l’A come tredicesima presa. Se non è genialità quella della scelta di questa di linea di gioco, con il  doppio sblocco di mano dei pezzi alti a . . . . . 

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