Stefano, la staffetta continua

Nessuno dimenticherà la combattività di Borgonovo e la sua forza trainante. La Fondazione e' una delle parti buone del calcio italiano

Lui la chiamava “la stronza” e, ritenendola tale, non gliel’ha mai data vinta. Mai. Anche adesso che ha chiuso gli occhi, non pensiate che Stefano Borgonovo abbia perso. Ma neanche per idea. Stefano Borgonovo ha vinto. È la Sla,  la Sclerosi Laterale Amiotrofica, quella stronza, che ne esce male perché per cinque anni Stefano l’ha attaccata, l’ha costretta a difendersi, non l’ha fatta uscire dalla sua area, bombardandola di tiri e segnando gol a ripetizione. Poi il suo tempo è scaduto, Borgonovo, 49 anni compiuti in marzo, ha lasciato il campo ma la partita continua. La stanno giocando la moglie Chantal, i figli Andrea, Alessandro, Benedetta e Gaia e tutti gli altri uomini del calcio, da Baggio a Gattuso, da Della Valle a Galliani, da Sacchi a Inzaghi che formano o comunque sostengono la “Fondazione Borgonovo” nata nel 2008 per combattere la stronza.

Niente lacrime, dunque, per Borgonovo, nessun necrologio di maniera. Non si piange un vincitore. Lo si applaude e basta.

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