Il caldo che (non) ti aspetti

Nonostante tutto i primi bollori fanno riflettere sul migliore sistema per contrastarli: ad esempio giocando la ...partita a nostro favore

Finalmente è arrivato il caldo: l’abbiamo atteso, abbiamo sperato che si presentasse, ci siamo più volte illusi e disillusi, e alla fine ce l’ha fatta. È arrivato e già sento un sacco di gente che se ne lamenta.

Sono anni che sentiamo dire e ripetiamo quasi inconsapevolmente la tipica frase “non ci sono più le mezze stagioni”… e adesso ci stupiamo che appena giugno arrivi all’improvviso la calura afosa tipica ormai di questo mese di inizio estate?

Non ci sono più le mezze stagioni.

Quindi?

Quindi è il caso di accettare la cosa e attrezzarsi di conseguenza.

Non serve lamentarsi, se non ci sono più, non ci sono più!

Ma perché vi parlo di questo argomento? Cosa c’entra?

Oggi sono andato ad allenarmi: dovevo assolutamente correre, perché domani sarò fuori in bici e venerdì in piscina. La giornata lavorativa mi lasciava solo uno spazio disponibile tra le 15 e le 16.30, e io me lo sono preso, senza pensarci.

Nella mezz’ora precedente ho parlato al telefono con tre persone diverse, di tre argomenti diversi, ma una frase in comune tra loro me la ricordo bene: “ma sei matto a correre con questo caldo?”.

In effetti è stata dura, e il percorso scelto, disseminato di fontanelle, mi è stato d’aiuto.

Poi arrivo al lavoro e aprendo il computer trovo un articolo di un collega e amico allenatore che fa una lista di rischi dell’allenamento alle alte temperature e consiglia di diversificare le discipline (anche lui è un triathleta) e di preferire gli orari serali o la mattina presto.

Un bell’articolo devo dire. Mi trovo anche d’accordo.

Ma vorrei aggiungere qualcosa. Come in ogni cosa che facciamo nella vita di tutti i giorni, dovremmo partire dall’obiettivo che abbiamo, considerando anche l’ambiente che ci circonda e quello che troveremo o potremo trovare lungo la strada che lì ci porterà.

Se, come capita spesso, la gara a cui devo partecipare ha una partenza prevista tra le 11:00 e le 13:00, perché non pensare di inserire nel programma di allenamento anche una fase di adattamento al clima che probabilmente troverò?

Se devo fare una maratona nel deserto, mi sembra palese che oltre ai chilometri dovrò pensare anche alle condizioni climatiche che troverò!

Del resto, anche gli astronauti si allenano all’assenza di gravità prima di partire per una missione spaziale….

Quindi?

Quindi valutate bene la situazione che andrete a trovare, e preparate la parte legata al clima così come preparereste il resto: magari con gradualità, ricordandosi di avere tanta acqua a portata di mano e le classiche protezioni dal sole, ma ricordandovi che l’obiettivo è di essere pronti al 100%, riducendo al minimo le sorprese!

Enjoy!

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