1946 La vecchia Balilla di Torriani

Dopo aver ripreso le pubblicazioni il 2 luglio 1945 la Gazzetta dello Sport il 15 gennaio 1946 annunciò che anche il Giro d’Italia avrebbe ripreso il suo cammino. Armando Cougnet ricostituì lo staff dell’organizzazione e si fece affiancare da un giovane di Novate Milanese, Vincenzo Torriani, che a bordo di una vecchia Balilla, residuato di guerra, cominciò a girare l’Italia per verificare percorsi e località di arrivo e di partenza. Non fu un Giro facile perché le difficoltà logistiche e organizzative non davano tregua.

E poi i fatti di Pieris. Giunti al confine conla VeneziaGiulia, alcuni dimostranti filo-jugoslavi, contrari al ritorno del territorio triestino alla sovranità italiana bloccarono il Giro ponendo grossi macigni al centro della strada. La polizia tentò di disperdere i dimostranti che risposero con colpi d’arma da fuoco ed un agente rimase ferito. Constatata l’impossibilità di proseguire la Giuria dichiarò virtualmente conclusa la tappa. Diciassette corridori presero la decisione di proseguire in auto e in bici e raggiunsero l’ippodromo di Montebello dove fu organizzato un arrivo simbolico che vide primo Giordano Cottur. Per motivi di ordine pubblico la tappa successiva partì da Udine.

Tra le innovazioni di quel Giro, vinto da Bartali con 47” di margine, va segnalata l’introduzione del servizio medico ufficiale del Giro, tendente ad assicurare un’assistenza a tutta la carovana, affidato al dottor Camillo Campi.

Leggi anche:

Il campo che cambia colore
Ride for Life, conta esserci
Chiara asso pigliatutto
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: